Teatro “De André” gremito, con una platea esaurita e oltre 260 studenti delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di Primo Grado “Spallanzani” di Casalgrande, desiderosi di conoscere e dialogare da vicino con uno dei loro punti di riferimento assoluti dal punto di vista letterario.
L’autore, nativo della provincia di Padova e residente nell’area veneziana, non ha deluso le aspettative: con grande disponibilità e pazienza si è sottoposto alle numerose domande dei ragazzi, dopo aver illustrato un breve excursus sul proprio metodo di lavoro, sulla passione per la scrittura – vero motore della sua quotidianità – e su molte curiosità legate alla sua attività professionale.
Ad aprire la mattinata è stato il saluto del Sindaco Giuseppe Daviddi, che ha ringraziato Morosinotto per aver scelto Casalgrande come tappa di uno dei suoi incontri pubblici:
«È un onore per noi poter ospitare un autore così conosciuto e apprezzato nel nostro teatro e nel nostro paese. L’auspicio è che i ragazzi possano vivere questa giornata come un momento certamente di felicità ed emozione, ma anche di riflessione, perché occasioni come questa aiutano i giovani a toccare con mano il senso di responsabilità legato a decisioni importanti della propria vita, personale e professionale. Un aspetto particolarmente apprezzabile, che spero gli studenti possano portarsi “a casa” al termine di questa mattinata, è l’importanza e il valore fondamentale del gioco di squadra. Il lavoro in team, l’andare d’accordo anche mentre si studia, si affronta un compito in classe e, più avanti nel proprio percorso personale e professionale, è fondamentale per essere persone e cittadini migliori. Grazie quindi a Davide Morosinotto per essere qui a Casalgrande, all’Assessorato alla Cultura, all’Ufficio Cultura e all’Istituto Comprensivo per aver reso possibile tutto questo».
Nel corso dell’incontro, Morosinotto ha voluto sottolineare di essere:
«Uno dei pochi scrittori professionisti in Italia, ossia uno che ha saputo tramutare una passione coltivata fin da piccolo in un vero e proprio lavoro con cui si guadagna da vivere. Per anni, però, ho svolto anche altri lavori, soprattutto da giovanissimo: ho fatto il facchino, il giardiniere, distribuivo volantini e poi ho lavorato in ambito informatico come tecnico e scrittore di software. Mansioni sicuramente più noiose rispetto a quelle di adesso, dove invece scrivo la “trama” dei videogames. Ma la vera passione era la scrittura: lo facevo la sera, nei ritagli di tempo, fino a quando ho deciso di mollare tutto e dedicarmi a tempo pieno a questo lavoro, con un certo stupore da parte dei miei genitori quando l’hanno saputo».
«La scrittura è questione di allenamento – questa l’opinione dell’autore – più che di talento puro e semplice. Cerco di scrivere ogni giorno: a volte per mezz’ora, altre volte per cinque ore, a seconda degli impegni. Lo faccio anche in vacanza. Quando l’estate scorsa i miei amici si svegliavano alle 9, io mi alzavo alle 6 per avere l’opportunità di scrivere per tre ore, coltivando la passione ma dandole anche la costanza della quotidianità, necessaria per sviluppare le proprie doti».
E ancora, come nasce una sua storia?
«Studiando. Devo studiare molto per capire ogni dettaglio di un personaggio o di una storia, per immedesimarmi e restituire a chi legge il massimo livello di veridicità. È per questo che spesso per arrivare al compimento definitivo di un’opera servono anche due o tre anni, tra studio e redazione delle varie versioni. Qui viene in soccorso anche il mio team, perché in fondo quello che leggete è il frutto di un lavoro di squadra: io scrivo le prime tre, quattro, cinque versioni del testo, ma ciò che arriva a voi è la versione affinata grazie al contributo di una squadra fantastica che mi supporta e con cui lavoro in grande sintonia. L’intelligenza artificiale? Mi aiuta nella ricerca per i miei libri, ma non può e non potrà mai togliermi ciò che amo di più: scrivere. È una passione che non può essere sostituita da una macchina».
Di particolare interesse, anche per il forte legame con il territorio, il riferimento al libro che Morosinotto ha dedicato a Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel maggio del 1978. Nell’ambito del progetto “Semi di Legalità 2025”, a Impastato è stata dedicata una mostra fotografica presso la Biblioteca comunale, oltre all’incontro con il fratello Giovanni, ospite a Casalgrande nel gennaio dello scorso anno. Il volume, pubblicato nel 2017 da Einaudi nella collana “Semplicemente eroi”, si intitola Peppino Impastato, una voce libera.
Morosinotto si è intrattenuto con gli studenti dell’Istituto Comprensivo, accompagnati da un numeroso corpo docente, fino a mezzogiorno, concludendo l’incontro con un momento di firma di autografi e dediche sulle copie delle sue opere.
L’incontro con Davide Morosinotto ha infine chiuso una settimana di particolare rilievo, durante la quale istruzione, arte e cultura hanno dialogato in modo integrato all’interno di un progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Casalgrande. Nei giorni precedenti, protagonista è stata l’autrice e illustratrice Sonia Maria Luce Possentini, che da lunedì 2 febbraio a giovedì 5 febbraio ha condotto un ciclo di laboratori e incontri dedicati agli studenti.




