“L’Amministrazione comunale selezionerà tramite evidenza pubblica un nuovo soggetto e un ‘nuovo progetto gestionale’ per il Caffè Concerto. E l’intenzione è quella di farlo in tempi brevi, compatibilmente con i vincoli normativi e tecnici di questo tipo di procedure e con il contenzioso pendente”.
Lo ha detto l’assessore al Patrimonio Giulio Guerzoni nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 9 febbraio in risposta alle interrogazioni del consigliere Dario Franco (FdI) e della consigliera Katia Parisi (Modena Civica) sottolineando come “le inadempienze del concessionario hanno portato inevitabilmente alla decadenza della concessione del locale e ora, in attesa di rientrare in possesso degli spazi, è intenzione dell’Amministrazione comunale attivare una nuova procedura con l’obiettivo di valorizzare al massimo questa importante proprietà pubblica e il suo intorno, cuore del centro storico”. L’assessore ha inoltre aggiunto che “l’Amministrazione comunale, quando ufficialmente chiamata nelle sedi opportune, farà valere le proprie ragioni che ritengo siano solide e valide”.
Il consigliere Franco aveva chiesto, in particolare, qual è l’ammontare del debito della società Rrem nei confronti del Comune e dei gestori delle utenze, quale l’iter giudiziario/amministrativo che l’Amministrazione vuole intraprendere e per quale motivo non sia stata già revocata la concessione, visto il mancato rispetto degli impegni contrattuali previsti.
La consigliera Parisi aveva domandato se i debiti possono avere ricadute dirette o indirette sul bilancio comunale o delle società partecipate, quali verifiche e controlli siano stati effettuati dall’Amministrazione per evitare che si generasse una simile esposizione debitoria, quali misure si intendono adottare per restituire lo spazio alla città e se vi siano già ipotesi di nuovo bando di affidamento o di progettualità alternative”.
L’assessore Guerzoni ha ricapitolato la vicenda: “La concessione alla società Rrem (Retail Real Estate Management srl) di Chieti della gestione del Caffè Concerto è del 30 ottobre 2018, data di sottoscrizione del contratto. L’ammontare del debito della società nei confronti del Comune a titolo di canoni, interessi di mora e rimborso utenze al 23 dicembre del 2025, data della decadenza contrattuale trasmessa al concessionario, ammonta a 932 mila euro”. Di questi, 562 mila euro corrispondono a canoni fatturati fino al 30 aprile 2025, il cui pagamento è scaduto infruttuosamente, oltre a interessi di mora pari a 8.500 euro; 123 mila euro sono canoni fatturati per il periodo maggio-dicembre 2025, il cui termine per il pagamento è scaduto infruttuosamente ed è in corso il calcolo degli interessi di mora; 238 mila euro sono rimborsi utenze calcolate fino all’8 aprile 2025, il cui termine di pagamento è scaduto infruttuosamente. È inoltre in corso anche il calcolo per il rimborso delle utenze dal 9 aprile 2025. “Considerata la morosità crescente nel tempo del concessionario – ha spiegato l’assessore – così come prevede la norma e i principi contabili, a fronte degli accertamenti corrispondenti a crediti scaduti, sono stati disposti dagli Uffici comunali accantonamenti a fondo crediti di dubbia esigibilità per 484 mila euro di canoni e 286 mila euro di utenze sul 2024. Per gli accertamenti contabili corrispondenti a crediti non ancora scaduti nel 2025 sono stati disposti accantonamenti nel fondo rischi di competenza per 163 mila euro di canoni e 51 mila euro di utenze. Per quanto riguarda gli accertamenti contabili assunti dall’esercizio 2026, sono stati disposti accantonamenti nel fondo rischi di competenza per 163 mila euro di canoni e 51 mila euro di utenze. Stesse cifre fino alla scadenza della concessione per gli anni 2027, 2028, 2029, mentre per il 2030 sono previsti accantonamenti per 109 mila euro di canoni e 34 mila euro di utenze”. Guerzoni ha invece precisato che non ci sono impatti su bilanci delle società partecipate.
“Dato atto che il concessionario non ha provveduto al pagamento dei canoni maturati fino al 30 aprile scorso nei termini ordinari e nemmeno nell’ulteriore termine di 15 giorni assegnato con intimazione – ha proseguito l’assessore – il Comune ha dichiarato la decadenza del contratto di concessione per inadempimento, notificando l’atto al concessionario in data 23 dicembre 2025, con la richiesta di riconsegna dei locali entro il giorno 22 gennaio 2026, e lo stesso 23 dicembre è stato presentato ricorso per decreto ingiuntivo volto al recupero dei crediti. Successivamente, alla scadenza dei termini per proporre opposizione al decreto, si valuterà l’escussione della fideiussione che ammonta a 212 mila euro”.
L’assessore ha poi spiegato che l’Amministrazione non ha revocato la concessione nell’estate 2025 per il protrarsi delle trattative avviate da tempo allo scopo di raggiungere un accordo conciliativo, nel tentativo di definire la complessiva vicenda evitando di ricorrere alle vie giudiziali. “Sindaco e Direzione generale – ha continuato – insieme agli uffici preposti, hanno condotto i contatti con il privato con disponibilità e puntualità, come è giusto fare nelle situazioni in cui è coinvolto l’interesse dell’Ente pubblico. Le motivazioni alla base di questo precedente tentativo di raggiungere un accordo transattivo – ha precisato – risiedono nelle contestazioni del concessionario relative a lavori per la separazione e contabilizzazione delle utenze e all’adeguamento parziale della rete impiantistica elettrica, la cui esecuzione era legata a un più generale intervento di adeguamento impiantistico ed energetico dell’intero Palazzo comunale. Gli interventi di separazione sono stati completati dal Comune nell’estate 2024”.
Relativamente alla ristrutturazione dei locali, l’assessore ha spiegato che il concessionario in sede di gara aveva presentato regolare progetto tecnico ma che i lavori non sono stati realizzati.
“Sono stati effettuati molteplici incontri con il gestore al fine di ricercare soluzioni per un bonario componimento delle reciproche pretese e contestazioni: tra ottobre 2024 e giugno 2025, ad esempio, l’Amministrazione ha incontrato la proprietà nove volte affrontando, in particolare, i temi delle morosità, dell’esigibilità e liquidità dei crediti del Comune e del possibile piano di rientro. Nonostante i numerosi incontri tenuti e le disponibilità dimostrate dal Comune – ha chiarito – non è stato possibile raggiungere un accordo principalmente in conseguenza delle richieste formulate dal concessionario che avrebbero comportato, in particolare, il sostanziale azzeramento del debito maturato per canoni concessori, nonché il prolungamento della concessione oltre i termini di scadenza previsti e per un numero di anni consistente; condizioni sostanzialmente incompatibili con i termini dell’aggiudicazione”. L’assessore ha inoltre ricordato che “il concessionario, alla fine del mese di luglio 2025, nel corso delle trattative, ha autonomamente deciso la chiusura dei locali in via unilaterale e senza informare preventivamente il Comune”.
In merito alle operazioni di verifiche e controlli, l’assessore ha infine riportato che “da parte degli uffici, come di consueto, sono state realizzate puntuali e periodiche verifiche contabili circa il pagamento dei canoni dovuti, anche tramite solleciti di pagamento, oltre a ricognizioni e quantificazioni circa i consumi di utenze che il concessionario deve rimborsare al Comune”.



