
Una donna e un bambino palestinesi, entrambi pazienti oncologici provenienti dalla Striscia di Gaza, sono stati accolti questa notte in Emilia-Romagna per ricevere le cure e le terapie necessarie.
Sono una giovane donna di 32 anni con neoplasia oculare, ricoverata all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, e un bimbo di 11 anni con patologie onco-ematologiche, trasferito all’Ospedale dei Bambini di Parma e preso in carico dall’équipe della Pediatria e Oncoematologia, in collaborazione con la Pediatria generale e d’urgenza.
Sia la donna sia il piccolo hanno viaggiato su voli di Stato, atterrati nella notte all’aeroporto di Milano Linate, poi trasportati in ambulanza alle rispettive strutture ospedaliere. La donna è accompagnata da quattro familiari e il bambino dai genitori e da un fratello; sette persone in tutto, per le quali, in accordo con le Prefetture, è stata trovata un’adeguata sistemazione, così da consentire loro di stare vicino ai propri cari nel periodo dei trattamenti. Attivati anche i servizi di mediazione culturale.
Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, l’Emilia-Romagna ha partecipato a cinque missioni umanitarie per motivi sanitari: a partire da agosto 2024 fino ad oggi, la presa in carico clinico-assistenziale negli ospedali del territorio regionale ha riguardato complessivamente 13 persone, di cui 12 minori. Sono stati inoltre offerti sostegno e alloggio a 42 familiari.
“Abbiamo fin da subito sentito il dovere di fare la nostra parte, per aiutare chi da quel territorio duramente segnato dalle atrocità della guerra, necessita di cure complesse- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. Anche per questa giovane donna, per il bimbo e i loro familiari mettiamo a totale disposizione l’eccellenza della nostra rete ospedaliera, le competenze e l’umanità dei nostri professionisti e delle nostre professioniste. Cogliamo l’occasione per ringraziarli del lavoro che svolgono di fronte a casi delicati come questi, nei quali ai vissuti dolorosi della malattia si unisce il dramma della guerra e delle sue conseguenze. Attraverso le cure e le terapie, desideriamo arrivi a questi pazienti anche l’abbraccio solidale della nostra comunità regionale”.
L’operazione rientra nella missione MedEvac (Medical Evacuation) realizzata nell’ambito del Meccanismo europeo di Protezione civile. Coordinata dalla presidenza del Consiglio, la missione vede il coinvolgimento del Dipartimento della Protezione civile attraverso la Cross – Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario, oltre che dei ministeri della Difesa, degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dell’Interno.




