Ieri, i Carabinieri della Stazione di Modena Principale, in collaborazione con il personale della Questura di Reggio Emilia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 13 novembre 2025 dal GIP del Tribunale di Modena su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una donna italiana di 43 anni, ricercata da alcuni mesi.
Il medesimo provvedimento restrittivo era già stato eseguito nei confronti del complice, un uomo di 31 anni, di origine turca, il quale era già detenuto per altra causa presso la casa circondariale di Modena.
Gli indagati sono entrambi gravemente indiziati dei delitti di concorso in rapina,
estorsione e lesioni personali aggravate commesse a Modena nei pressi dell’ospedale
Policlinico di Modena nel pomeriggio del 14 ottobre 2025.
Nella circostanza gli stessi, secondo la prospettazione accusatoria, portarono a compimento più aggressioni con brutale violenza ed in rapida successione temporale, ai danni di più persone.
In particolare dapprima aggredivano con calci e pugni un uomo impossessandosi del suo telefono cellulare, poi restituito soltanto in cambio della consegna di una somma di
denaro, successivamente strattonavano una donna che aveva tentato di aiutare e soccorrere la prima vittima, causandole la rottura del cellulare. Subito dopo gli indagati si paravano di fronte ad un altro uomo intimandogli di consegnare loro una somma di denaro e di accompagnarli in un centro abitato vicino alla città di Modena. Al rifiuto dello stesso l’indagato lo colpiva con un pugno danneggiandogli anche lo specchietto dell’autovettura.
I due indagati raggiungevano poi la quarta vittima, una donna, e, allo scopo di impedirle di contattare il numero di emergenza 112, l’uomo dapprima le afferrava il polso torcendolo, quindi si impossessava del telefono della stessa scagliandolo a terra, per poi colpirla al volto con una gomitata provocandole un trauma all’orbita sinistra.
Infine, l’indagato estraeva un coltello brandendolo e minacciando un ragazzo che
aveva assistito all’ultima aggressione.
L’identificazione degli indagati è stata possibile mediante l’acquisizione di certificazione medica rilasciata all’indagata poco prima dal Pronto Soccorso dell’ospedale Policlinico di Modena; il sequestro di un certificato medico telematico perso dall’indagato durante le aggressioni; l’individuazione fotografica positiva degli indagati effettuata da tutti gli aggrediti.
Si rammenta che le persone sottoposte ad indagini devono considerarsi presunte innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.




