AVREMO CURA DI TE è la campagna di informazione che il Sindacato pensionati Spi Cgil porterà su tutto il territorio nel 2026 per parlare di Non autosufficienza.
Diverse le iniziative organizzate in provincia.
A Quattro Castella, giovedì 12 febbraio, dalle 14.30, incontro pubblico alla Sala Consiliare del comune con rappresentanti di Spi Cgil, del patronato Inca e dell’Ufficio Badanti per parlare del ruolo del Care Giver, delle prestazioni previdenziali e dei servizi alle persone. Interverrà anche la dott.ssa Maria Chiara Borsalino, responsabile della programmazione socio sanitaria Unione Colline Matildiche.
L’incontro è organizzato in collaborazione con i comuni dell’Unione: Albinea, Vezzano e Quattro Castella.
Altre iniziative a febbraio sono previste giovedì 19 a Novellara e martedì 24 a Ramiseto.
Il 2026 sarà l’anno della non autosufficienza: non è più possibile rimandare una delle questioni fondamentali del nostro tempo che riguarda tutti, cittadine e cittadine, lavoratori e pensionati. Per questo lo Spi Cgil annuncia una vasta iniziativa di informazione e sensibilizzazione sul tema per i prossimi mesi.
“L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle fragilità e delle malattie croniche, l’impatto dell’inverno demografico – spiega River Tagliavini, della Segreteria provinciale Spi Cgil – impongono un cambiamento. Servono nuovi modelli di cura, servizi territoriali più forti e un sostegno reale alle persone e alle famiglie”.
“Ma attenzione – sottolinea Tagliavini – non è solo un tema sanitario, è un tema di dignità, diritti e giustizia sociale”.
FINANZIARE LA RIFORMA DELLA NON AUTOSUFFICIENZA
Negli ultimi anni lo Spi Cgil ha operato affinché la non autosufficienza e il benessere delle persone anziane venissero posti al centro dell’agenda pubblica, ottenendo quattro anni fa, nel 2022, una legge nazionale dedicata. Tuttavia il traguardo non è stato raggiunto: la legge deve essere finanziata e resa realmente operativa, così come va rafforzata e organizzata l’intera rete dei servizi territoriali.
“L’obiettivo – conclude Tagliavini – è rompere il silenzio che circonda la non autosufficienza, denunciare le speculazioni, valorizzare le buone pratiche e promuovere una nuova cultura della cura come responsabilità collettiva e dello Stato”.




