Mirandola ha ospitato, questa mattina, una delle tappe del progetto promosso dalla Fondazione Fossoli e dedicato alla figura di Odoardo Focherini (1907–1944), protagonista della rete di salvataggio degli ebrei perseguitati durante la Seconda guerra mondiale e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem.

La tappa mirandolese si è svolta presso la dimora di Odoardo Focherini alla presenza delle massime autorità cittadine il Sindaco Letizia Budri, la Vice Sindaco Marina Marchi e il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Tirabassi, in piazza Costituente al civico 57, uno dei luoghi simbolo di un percorso espositivo diffuso articolato in sedici tappe tra i comuni di Mirandola, Carpi e Modena. Case private, edifici pubblici e luoghi istituzionali diventano così spazi di racconto e memoria, attraverso pannelli e installazioni che intrecciano la vicenda biografica di Focherini con quelle di uomini e donne che ne hanno incrociato il cammino, condividendone scelte e responsabilità.

In occasione dell’inaugurazione della mostra diffusa sono stati inoltre attivati due percorsi di trekking urbano, dedicati agli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “F. Montanari” di Mirandola e curati dalla Fondazione Fossoli. Il percorso ha previsto soste nei luoghi più significativi del territorio: la casa in cui visse Focherini, l’ex sede dell’Hotel Italia, la pietra d’inciampo ad egli dedicata e presso la frazione di San Martino Spino. In ciascuna tappa sono stati proposti approfondimenti e testimonianze coordinate dai ricercatori della Fondazione Fossoli. Un’iniziativa che rappresenta una preziosa occasione per la comunità mirandolese per riscoprire una pagina di storia locale e nazionale che continua a interrogare il presente, rafforzando il valore della memoria come strumento di consapevolezza civile.

Davanti alla casa in cui visse Odoardo Focherini, in piazza Costituente 57, è stata installata una pietra d’inciampo in sua memoria – ricorda il Sindaco Letizia Budri – Un segno discreto ma profondamente significativo, che ha l’obiettivo di attirare la nostra attenzione e di custodire il ricordo di un uomo che, con coraggio e senso di responsabilità, scelse di non voltarsi dall’altra parte». «La pietra d’inciampo – prosegue il Sindaco – non è soltanto un elemento simbolico collocato nello spazio pubblico: è un invito quotidiano alla memoria e alla consapevolezza. Ci richiama all’impossibilità di restare indifferenti e ci sollecita a interrogarci sul valore delle scelte individuali, sulla responsabilità personale e sul dovere civile di difendere la dignità umana”.

La Presidente della Fondazione Fossoli Manuela Ghizzoni, nel suo intervento, ha ricordato la figura di Odoardo Focherini e di tutti quelli che in silenzio hanno contribuito a mettere in salvo centinaia di perseguitati: “Persone normali, non eroiche, ma che hanno compiuto gesti di straordinario coraggio  durante la seconda gg perché disubbidivano a una legge ingiusta, disumana e razzista che prevedeva la reclusione di tutti gli ebrei italiani nei campi specificatamente nel Campo di Fossoli”. Continua: “Queste storie ricordano in maniera forte che le guerre non sono la risoluzione delle controversie internazionali, né tanto meno uno strumento per attaccare la libertà degli altri popoli. Il senso di umanità ha ispirato le azioni di Odoardo Focherini, e questo deve essere il motore delle nostre azioni quotidiane anche oggi”.