
Accanto agli attori, presenti anche Fulvio De Nigris, Maria Vaccari della fondazione gli amici di Luca e Paola Mandrioli – la Befana che ha raccolto l’eredità artistica e simbolica di Carla – insieme a tre classi della scuola primaria Viscardi. I bambini, accompagnati dagli insegnanti, sono rimasti letteralmente incantati da racconti, aneddoti e storie legate alla figura della Befana e al mondo del teatro.
Pippo Santonastaso ha regalato ai piccoli spettatori un ricordo personale: «Ho iniziato a fare l’attore per intrattenere i miei figli, che allora avevano la vostra età», ha confidato, creando un ponte ideale tra generazioni».
Poi il tributo all’amica di una vita: «Che bello era lavorare con Carla Astolfi. Quante invenzioni, improvvisazioni, trovate. Che poesia nello studiare i personaggi, quante idee. E quanto le ho voluto bene. Non riuscivo a fare teatro dialettale, che ha sempre una risata in più rispetto a quello in italiano. Ho avuto poi la fortuna, nella compagnia Lanzarini, di incontrare Carla: lavoravamo bene insieme, soprattutto perché eravamo due improvvisatori».
Parole condivise anche da Giampiero Volpi, che non ha nascosto la commozione:
«Se a teatro riesco a fare buone cose è in gran parte merito tuo, Carleina. Grazie per avermi voluto bene e per avermi insegnato tanto». A chiudere l’incontro, un momento di ironia. Santonastaso ha ricordato che a maggio compirà 90 anni, ma si sente ancora un ragazzino: «Credo di essere arrivato a questa età grazie al teatro. Ogni volta che salgo sul palcoscenico torno indietro di quarant’anni e mi sento bene. E se lo spettacolo va bene, quella gioia me la porto dietro per dieci giorni. Questo mi allunga la vita».




