Le eccellenze certificate Dop e Igp e le filiere sostenibili e di qualità dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna tornano protagoniste a Sana Food, la fiera b2b dell’alimentazione consapevole e di qualità, e a Slow Wine Fair, la manifestazione internazionale del vino sostenibile ed etico, in programma anche quest’anno in contemporanea a Bologna Fiere dal 22 al 24 febbraio.

La Regione Emilia-Romagna conferma la propria presenza, anche per il 2026, al Sana Food con uno stand istituzionale, allestito al padiglione 18, per valorizzare e promuovere le produzioni agroalimentari biologiche e di qualità regionali. Nelle giornate di fiera lo stand ospiterà incontri tematici e degustazioni in collaborazione con i 13 Consorzi di tutela delle Dop e Igp (Aceto balsamico di Modena Igp, Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop, Aglio di Voghiera Dop, Anguria reggiana Igp, Casciotta d’Urbino Dop, Fungo di Borgotaro Igp, Marrone di Castel del Rio Igp, Patata di Bologna Dop, Prosciutto di Modena Dop, Prosciutto di Parma Dop, Scalogno di Romagna Igp, Vitellone bianco dell’Appennino centrale Igp), l’Enoteca Regionale e i produttori che aderiscono a Comunità Slow Food dell’Emilia-Romagna.

Ampia la partecipazione delle realtà regionali anche alla Slow Wine Fair, che porta a Bologna Fiere oltre 7.000 etichette in degustazione e circa 350 buyer internazionali. Sono, infatti, 94 gli espositori emiliano-romagnoli su un totale di oltre 1.100 cantine, provenienti da tutte le regioni italiane e 27 Paesi, il 60% delle quali certificate bio. Cifre che confermano l’importanza della filiera vitivinicola biologica dell’Emilia-Romagna che può contare su 511 aziende certificate.

Tra gli appuntamenti centrali del Sana Food, il convegno ‘Rivoluzione Bio’, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. Un’occasione di confronto tra istituzioni, business leader ed esperti del settore, nel corso della quale sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio Sana, dedicato ai numeri chiave del settore biologico. La riflessione si è poi spostata sul futuro del comparto e sulla ricerca degli strumenti per supportare le piccole e medie imprese bio e sulla valorizzazione delle produzioni locali come leva di sviluppo del comparto.

“La nostra presenza a Sana Food e alla Slow Wine Fair testimonia l’importanza che attribuiamo al biologico, e alle filiere sostenibili, partendo dalle produzioni certificate Dop e Igp e di qualità- spiega l’assessore Mammi-. Parliamo di un comparto che, nonostante una fase di contrazione legata ad aspetti congiunturali, continua a rappresentare un pilastro strategico della nostra agricoltura che, per dimensione, diffusione territoriale e qualità delle produzioni esprime un’eccellenza di livello nazionale ed europeo, con territori che già oggi superano gli obiettivi europei fissati dal Green Deal al 2030. Un’attenzione al rispetto dei territori messa in evidenza anche dall’ampia partecipazione delle nostre cantine alla Slow Wine Fair, che testimoniano come il vino etico e di qualità sia parte integrante del nostro sistema agroalimentare, in linea con la filosofia di sviluppo delle comunità contadine promossa da Slow Food”.

“Con i nuovi strumenti della programmazione regionale dello sviluppo rurale vogliamo stimolare una nuova fase di crescita delle adesioni al biologico- prosegue l’assessore-, sia in termini di numero di aziende agricole, sia di superfici coltivate e allevamenti. L’obiettivo è garantire continuità alle imprese già convertite e favorire nuove adesioni, confermando la centralità del metodo biologico e delle altre tecniche a ridotto impatto ambientale. Vanno in questa direzione i bandi attivati e quelli in apertura nel 2026, che mettono a disposizione oltre 26 milioni di euro per rafforzare l’agricoltura sostenibile, la tutela dei suoli, l’agrobiodiversità e la competitività delle nostre imprese, accompagnando il settore in una fase di transizione complessa ma decisiva per il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola”.

L’impegno della Regione per il biologico

L’impegno sul biologico della Regione Emilia-Romagna sta proseguendo anche con la nuova programmazione dello Sviluppo Rurale 2023- 2027, che sostiene con importanti risorse chi sceglie il metodo biologico certificato e concede finanziamenti per la conversione e il mantenimento dell’agricoltura biologica.

Nel corso del 2025 le risorse finanziarie dello Sviluppo rurale destinate al sostegno dell’agricoltura biologica hanno superato i 30 milioni di euro e hanno interessano l’80% delle superfici biologiche regionali.

A inizio 2026 è stato aperto un bando, che prevede impegni per un valore complessivo di 14 milioni di euro a sostegno delle coltivazioni biologiche, e a fine 2026 aprirà un ulteriore bando per sostenere e promuovere sempre le coltivazioni biologiche per altri 12 milioni di euro.

La nuova programmazione, in continuità con quelle precedenti, prevede altri tipi di interventi per le aziende biologiche, relativamente a: formazione, consulenza, copertura costi di promozione, investimenti aziendali e di filiera, insediamento giovani agricoltori, interventi di cooperazione per innovazione (Goi), interventi di assistenza tecnica per i quali è prevista un’adesione preferenziale agli aderenti all’agricoltura biologica, rendendo più organico il supporto al settore da parte del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale (CoPsr) 2023-27.

I distretti del biologico. Sul territorio dell’Emilia-Romagna si sono costituiti, inoltre, 6 distretti del biologico. Con la Legge Regionale 14/2023 la Regione ha finanziato attività di conoscenza e informazione sulla produzione del bio e inoltre azioni promozionali destinati ai distretti del biologico per veicolare la qualità e il valore dei prodotti agricoli biologici. In tutto sono stati messi a disposizione 300 mila euro nelle annualità 2024 e 2025, con contributo al 100% della spesa ammessa. Nel nuovo bilancio regionale sono stati previsti 400 mila euro per le annualità 2026 e 2027 ed è in preparazione il bando per l’annualità 2026.

Il panorama dell’agricoltura biologica in Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane più avanzate nel settore dell’agricoltura biologica, grazie a un insieme di tradizioni agricole radicate, innovazione tecnologica e attenzione alla sostenibilità ambientale.

In Emilia-Romagna le aziende agricole bio rappresentano il 10,3% delle aziende regionali e la superficie media delle aziende biologiche raggiunge i 34,7 ettari.

I dati regionali al 31 dicembre 2025 mostrano un totale di 6.586 imprese certificate, di cui 5.396 agricole e 1.190 imprese di trasformazione di prodotti biologici.

Per quanto riguarda le superfici coltivate con metodo biologico in regione, nel 2025 queste si attestano a 187.595 Ha, che rappresentano il 18% circa della Superficie agricola utilizzata (Sau) regionale.