(DIRE) – Transenne definitivamente smontate e niente lavori. Il giorno dopo l'”invasione” del cantiere del Museo dei bambini da parte di attivisti e residenti, le imprese incaricate tornano al parco Mitilini Moneta Stefanini al Pilastro per portare via ciò che restava delle barriere che delimitavano l’area di lavoro. Dove, in teoria, doveva sorgere l’opera voluta dal Comune. Ieri le recinzioni erano state in buona parte abbattute dai manifestanti nel tardo pomeriggio, che hanno poi occupato la zona con tende e gazebo, dopo la resistenza pacifica di un attivista che si era arrampicato sull’ultimo albero rimanendoci per 10 ore.

A spazio ‘liberato’, esulta il comitato Mubasta. Ieri “è stata una giornata molto importante, noi eravamo qui presenti appunto dal mattino molto presto perché sapevamo che sarebbero arrivati a finire il lavoro con gli alberi – spiega la portavoce Laura Pasotti – hanno tagliato gli alberi lunedì e ieri dovevano venire a sradicare quelli che sono stati trapiantati e spostati. Siamo riusciti a salvarne uno, su cui è una persona è salita ieri mattina ed è rimasta fino alle sei. Quelli che gli operai avevano sradicato, ma ancora non piantato che erano rimasti appoggiati qui a terra, li abbiamo piantati noi ieri sera”.

Su questi però, la ditta che si è occupata dei primi trapianti, interpellata questa mattina, confida lapidaria: in base a come sono stati ripiantati, “moriranno a breve”, riferisce un addetto.
Intanto continua anche il presidio permanente, questa volta all’interno di quello che era il cantiere, degli attivisti.
Alcuni hanno dormito in tenda stanotte, altri si sono ritrovati per la colazione stamattina, e continuano le attività “per rivivere di nuovo il parco, che ha continuato a essere vissuto, ma ovviamente con una grande recinzione in mezzo che toglieva veramente un’area enorme di parco ai bambini e a tutte le persone che lo frequentano”.

E proseguono gli appelli per chiedere un incontro urgente con l’amministrazione, e con il sindaco Matteo Lepore in particolare. “Lo abbiamo chiesto tre settimane fa, la risposta è arrivata lunedì mattina con i 100 poliziotti e otto camionette che hanno circondato il cantiere, poi tagliato gli alberi con le motoseghe”. Lunedì, in occasione del Consiglio comunale, avevano ottenuto un incontro con l’assessore Daniele Ara per domani alle 16, ma, riferisce Pasotti, “mentre eravamo appunto in presidio ci hanno detto che non c’erano più le condizioni per questo incontro, quindi è saltato anche quello”.
Ora, “speriamo che finalmente questa volta il Comune risponda in maniera diversa e ascolti le esigenze del territorio”.

Secondo il comitato infatti, il Pilastro ha tante risorse “che andrebbero sostenute e anche tante fragilità che invece vanno affrontate, e non lo si può fare con il Muba, che è semplicemente un progetto di facciata per far vedere che stanno facendo un intervento per ripulire la nomea di questo quartiere, ancora descritto come difficile. Si pensa di poterlo fare portandoci un museo, un edificio di tre piani, distruggendo un parco. Qui c’è bisogno di ben altro, di servizi che mancano e di ascoltare i cittadini”, conclude Pasotti. Intanto, il comitato Mubasta ha annunciato un nuovo presidio per domani alle 13 a Palazzo d’Accursio in occasione del question time.