Dalla collaborazione delle due Fondazioni bolognesi e dalla condivisione di valori e finalità, è scaturito il progetto per il cofinanziamento di una borsa di studio che l’Università di Bologna ha attivato per il 41° ciclo – A.A. 2025/2026 per il corso di Dottorato di ricerca in salute, sicurezza e sistemi del verde.
La borsa di studio, bandita dall’Università di Bologna, sarà cofinanziata da Fondazione Golinelli, in partnership con Fondazione Rizzoli, per un valore di 30.000 euro nel solco del ricordo e della visione ispirata dal suo fondatore.
Si tratta di un dottorato multidisciplinare proposto dal Dipartimento di scienze biomediche e neuromotorie dell’Università di Bologna (DIBINEM) iniziato lo scorso novembre che avrà una durata complessiva di tre anni. Supervisore del progetto è il professor Stefano Zaffagnini, direttore della Clinica ortopedica e traumatologica II del Rizzoli, coordinatore del corso di dottorato il professor Daniele Torreggiani del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO.
Il progetto di dottorato verterà sullo sviluppo di tecnica chirurgica e strumentario custom made per l’esecuzione di osteotomie del pilone tibiale – intervento chirurgico sull’osso per restituirgli la corretta conformità e l’adeguato posizionamento – nei pazienti affetti da artrosi di caviglia e disallineamento articolare. Verrà analizzata l’accuratezza della pianificazione chirurgica e dei mezzi di sintesi personalizzati sul paziente mediante opportuni esami strumentali pre e post-operatori. Si analizzeranno inoltre i risultati clinici dell’intervento e come esso modifica la biomeccanica del passo grazie alla gait analysis. Nell’esecuzione del progetto ci si avvarrà della consulenza del dottor Massimiliano Mosca, direttore dell’Ortopedia Bentivoglio del Rizzoli.
A seguito di procedura selettiva pubblica la borsa di studio è stata assegnate al dottor Piero Agostinone che ha avviato il lavoro di ricerca dal 1° novembre scorso.
“Sul nostro territorio esistono diverse realtà che lavorano nel sostegno alla ricerca scientifica e poter collaborare con la Fondazione Golinelli, che da moltissimi anni, grazie alla visione illuminata del suo fondatore, si impegna per la diffusione, la promozione e la formazione in questo campo, è per noi davvero importante e significativo – commenta la Presidente di Fondazione Rizzoli Federica Guidi –. Se poi la collaborazione si manifesta nel sostegno concreto allo studio e alla crescita personale e professionale di un professionista all’interno dell’Istituto Rizzoli siamo maggiormente orgogliosi e felici”.
“Sostenere questa borsa di dottorato significa per noi rafforzare un legame profondo tra ricerca scientifica, innovazione e applicazioni concrete nel campo della salute – spiega Antonio Danieli, Vicepresidente e Direttore generale di Fondazione Golinelli –. La collaborazione con Fondazione Rizzoli e con l’Università di Bologna rappresenta un’opportunità unica per promuovere progetti multidisciplinari di alta formazione, in cui rigore scientifico, capacità applicativa e attenzione alla crescita personale e professionale dei giovani ricercatori si intrecciano in modo coerente e significativo. Crediamo che investire nelle persone e nella loro formazione sia il modo più efficace per tradurre la conoscenza in strumenti concreti di miglioramento della qualità della vita. Questa iniziativa si colloca nel solco della visione che ha guidato Marino Golinelli, orientata non solo alla diffusione della cultura scientifica, ma anche alla creazione di un ecosistema in cui ricerca, innovazione e responsabilità sociale possano incontrarsi e generare un impatto reale sul territorio e sulle comunità. Il progetto di dottorato che sosteniamo oggi, con la sua natura multidisciplinare e applicativa, ne è un esempio evidente: un percorso di studio e ricerca che unisce competenze diverse e punta a risultati concreti, in grado di migliorare la pratica clinica e, in ultima analisi, la vita delle persone”.
“Desidero ringraziare sentitamente la Fondazione Golinelli e la Fondazione Rizzoli per il supporto e l’interesse nei confronti delle nostre attività di ricerca e di cura – aggiunge il direttore generale dell’Istituto ortopedico Andrea Rossi –. Il sostegno alla ricerca scientifica è un investimento sul futuro: permette ai nostri professionisti di perfezionare percorsi di cura già consolidati e di indagare nuove tecniche al fine di mettere in campo soluzioni sempre più performanti per i nostri pazienti e per l’intera comunità”.
“Senza studio, senza analisi, la medicina non potrebbe mai progredire, offrire cure adeguate e rispondere in maniera efficace ai bisogni di salute dei pazienti – sottolinea il direttore della Clinica ortopedica e traumatologica II Stefano Zaffagnini –. Lo studio pre e post operatorio su interventi così delicati come l’osteotomia su ossa artrosiche è fondamentale per individuare tecniche che migliorino in maniera significativa la qualità di vita dopo l’operazione, perseguendo l’autonomia e il benessere di coloro che si trovano ad affrontare questo percorso”.




