
È stato inaugurato, alla presenza di numerosi cittadini, il nuovo “landmark informativo”, un cartello che segnala tutte le Pietre d’inciampo presenti sul territorio comunale di Castelnovo Monti.
Nell’aiuola dell’Isolato Maestà, il grattacielo di Castelnovo, dove si trova già il monumento ai deportati realizzato dal maestro Giorgio Benevelli e dove sono collocate tre delle nove Pietre installate nel territorio comunale, è stato posizionato il nuovo cartello, che propone possibili itinerari per coniugare la conoscenza delle persone ricordate da questi manufatti – deportate e mai tornate alle loro case – con la scoperta della storia del paese e del territorio.
Ad inaugurarlo è stata l’Assessora alla Cultura Erica Spadaccini, che ha ricordato uno ad uno i deportati Anselmo e Renato Guidi, Pierino Ruffini, Francesco Toschi, Ermete Zuccolini, Ugolino Simonazzi, Inello Bezzi, Dino Peretti e Roberto Carlini, le cui Pietre d’inciampo sono disseminate tra Castelnovo capoluogo, Fariolo e Gombio.
“Perché questo pannello, o landmark? Perché indica un sentiero rivelato – ha detto –. Un sentiero che esiste da circa dieci anni. Il sentiero è qualcosa di semplice, che suscita tranquillità, raccoglimento e pace. È diventato tale nel tempo, da quando abbiamo iniziato a percorrerlo insieme alle scuole, dalle elementari alle superiori, come amministratori insieme a Istoreco e Anpi. All’inizio per la pulizia delle Pietre d’inciampo, poi in tante altre occasioni durante l’anno.
Sulle nostre Pietre compare quasi sempre il nome Kahla, luogo di deportazione e di perdita, campo di lavoro in cui molti deportati da tutta Europa trovarono la morte. Ma dal 2021 Kahla è diventato anche il nome di una seconda casa. Perché c’è chi distrugge case e paesi e chi costruisce ponti di pace, dialogo e incontro. Un ponte culminato in un patto di gemellaggio. E la prima pietra di questo ponte è stato proprio un viaggio dei familiari dei deportati, che non ringrazieremo mai abbastanza”.
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, numerosi studenti delle scuole superiori, le dirigenti scolastiche Paola Bacci e Monica Giovanelli e Nello Orlandi in rappresentanza dell’Anpi.
In occasione dell’inaugurazione è stata inoltre allestita una pagina sul sito istituzionale del Comune che riporta, in collaborazione con Istoreco, le biografie delle persone alle quali sono dedicate le Pietre d’inciampo: www.comune.castelnovo-nemonti.re.it/pietre-dinciampo-a-castelnovo-monti/
Le Pietre d’inciampo sono sanpietrini ricoperti da una lastra di ottone di 10 per 10 centimetri, installati nella pavimentazione urbana – su strade o marciapiedi – vicino all’ultima abitazione delle persone deportate e morte nei campi di concentramento o di lavoro coatto. Chi vi si imbatte ha la possibilità di fermarsi, chinarsi e scoprire una storia da conoscere.
Nascono da un’idea dell’artista berlinese Gunter Demnig, che da oltre vent’anni le installa in tutta Europa davanti alle case in cui vivevano le vittime della persecuzione fascista e nazista, dove furono arrestate o da cui dovettero fuggire. Le Pietre d’inciampo sottolineano il carattere capillare della deportazione e il legame delle nostre città con i campi nazisti. Spesso rivelano la collaborazione dei fascisti locali e, soprattutto, restituiscono un nome e una storia a chi si voleva ridurre a un numero.
In provincia di Reggio Emilia il progetto di ricerca per ridare un volto e una biografia a quei nomi è stato curato dal gruppo di lavoro di Istoreco con alcune classi scolastiche, come momento di preparazione ai Viaggi della Memoria a Cracovia-Auschwitz, Praga-Terezín e Berlino.




