Attraverso le posizioni espresse dai comuni soci e il lavoro dell’amministratore unico Andrea Bosi si stanno delineando “fatti concreti” per il recupero delle risorse sottratte in modo illecito dal bilancio di aMo, l’agenzia provinciale della mobilità. È questo, in estrema sintesi, il senso della risposta che il sindaco Massimo Mezzetti ha fornito al consigliere Andrea Mazzi (Modena in Ascolto) che l’ha interrogato sulla vicenda aMo.

Su alcune delle domande poste il sindaco ha specificato che si tratta di informazioni che rientrano nei procedimenti giudiziari in corso “che non permettono all’Agenzia, alla quale ci siamo rivolti per i quesiti di competenza, di divulgare eventuali informazioni”. In particolare il consigliere ha chiesto di sapere quali siano state le giustificazioni addotte agli organi di controllo societario dall’ex amministratore unico sui 22mila euro prelevati in contanti negli anni 2024 e 2025, l’effettiva azione di controllo del collegio sindacale, chi aveva materialmente i token che autorizzavano i bonifici e se anche l’ex dipendente ne avesse piena disponibilità e gli esiti dell’indagine interna rispetto ai meccanismi che avrebbe messo in atto l’ex dipendente sui bonifici effettuati.

Quanto alla richiesta se ci siano state segnalazioni dell’Agenzia delle Entrate e/o dell’UIF sui prelievi fatti in contanti, il sindaco ha riferito che “non risultano, allo stato attuale, comunicazioni relative ai prelievi in contanti, né dall’Agenzia delle Entrate né dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF)”. Il consigliere ha chiesto anche un focus sulle missioni istituzionali cui hanno partecipato rappresentanti dell’agenzia e in particolare sul viaggio a Londrina cui ha partecipato l’ex amministratore unico Reggianini. Il sindaco ha risposto che “per quanto riguarda i viaggi istituzionali, si precisa che tutti quelli effettuati dai rappresentanti della società sono stati regolarmente tracciati, documentati e rendicontati secondo le procedure interne dell’Agenzia. Per il viaggio a Londrina giova ribadire che il Comune non ha sostenuto nessuna spesa per la partecipazione dell’amministratore unico di aMo nella città brasiliana”.

In chiusura della sua risposta il sindaco ha ricordato i passi compiuti in questi mesi e l’azione di responsabilità deliberata dai soci nell’assemblea dello scorso 16 febbraio e che riguarda le figure apicali degli ultimi due ex direttori generali mentre gli ultimi due amministratori unici hanno scelto la strada di un accordo con l’Agenzia per restituire le somme a loro riferibili. “Lo ritengo un risultato e un fatto concreto”, ha chiuso il sindaco.

Il dibattito che ha seguito la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza è stato aperto da Fratelli d’Italia, con la consigliera Elisa Rossini che ha ripercorso gli ultimi sviluppi riguardanti la vicenda aMo ricordando come, dopo l’ultima seduta consiliare, alcuni sindaci del territorio abbiano chiesto il verbale dell’assemblea dei soci del 16 febbraio. La risposta ricevuta dalla società, ha spiegato, è stata che il verbale non è ancora disponibile perché la seduta sarebbe stata rinviata al 23 “e alla data di ieri l’altro non era ancora pronto. Una spiegazione che ci lascia perplessi”, ha sottolineato Rossini, aggiungendo che era stata richiesta anche la documentazione relativa all’azione di responsabilità. Rossini ha quindi ribadito che “il Consiglio comunale non è un tribunale, ma ha comunque il dovere di esercitare controllo e indirizzo per tutelare il patrimonio pubblico, siamo tenuti a farlo in base alla deliberazione della Corte dei conti”. Anche Paolo Barani ha ricordato che il Consiglio comunale “è un’assemblea che rappresenta i cittadini e che, allo stesso tempo, è espressione di un socio della società aMo”, ribadendo l’importanza di avere accesso alla documentazione richiesta. Il consigliere ha comunque riconosciuto come positivo l’atteggiamento del sindaco, presente all’assemblea in qualità di socio e quindi a conoscenza dei suoi contenuti. Barani ha poi domandato che si spieghi “come e in che termini saranno pagate le somme” e quale sarà il concreto recupero delle risorse per il patrimonio della società: “Vorrei capire cosa produce concretamente ciò che è stato votato e discusso nell’assemblea dei soci”, ha detto, chiedendo trasparenza sui risultati effettivi dell’accordo.

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha criticato l’atteggiamento dell’amministratore unico Bosi, definendolo “ostruzionistico nei confronti del Consiglio comunale”, ricordando che gli eletti hanno il dovere di controllare e vigilare sull’operato del Comune e delle società partecipate e che, per farlo, devono poter accedere alle informazioni necessarie. “Qui invece assistiamo a una mancanza grave di trasparenza”, ha affermato. Il consigliere ha citato anche l’uso del contante: una pratica che, a suo giudizio, rappresenta un segnale evidente di criticità nella gestione. “Sono metodi che lasciano perplessi e che non possono passare inosservati”, ha concluso.

In replica Andrea Mazzi, lamentandosi per la lunga attesa della risposta, ha ricordato che nel tempo “si sono aggiunte nuove denunce e questo rende ancora più difficile ottenere informazioni”. Entrando nel merito, ha ribadito alcuni aspetti, dalle spese di viaggio alla questione dell’uso del contante: “Il fatto che oggi non venga più utilizzato è positivo, ma dimostrerebbe che le norme previste nel piano anticorruzione finora non sono state applicate”. Sul tema dell’azione di responsabilità, Mazzi ha condiviso le critiche emerse nel dibattito: “Il messaggio che arriva è che si poteva procedere in modo più ampio, ma non lo si è fatto”.