La Polizia di Stato di Bologna, nello specifico personale della Digos, ha denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria tredici persone, indagate, a vario titolo, per i reati di violenza privata, percosse e lesioni, commessi nella serata di sabato 11 marzo 2026 nelle fasi antecedenti al pubblicizzato svolgimento di un evento promosso dal movimento Azione Universitaria, all’interno del Plesso Belmeloro dell’Università di Bologna, riguardante le tematiche oggetto della prossima consultazione referendaria, con la partecipazione di alcuni Professori universitari.

In particolare, nello stesso pomeriggio, precisamente a partire dalle ore 15:30 circa, la Digos aveva appreso di una contro-iniziativa organizzata dal Collettivo Universitario Autonomo (CUA) verosimilmente volta ad impedire la realizzazione dell’evento in premessa.
Personale Digos, intervenuto nella zona Universitaria, ha accertato di fatto la presenza di numerosi attivisti del collettivo i quali, con slogan urlati al megafono e per il tramite di una cassa acustica, hanno comunicato ai presenti che quel pomeriggio non si sarebbe svolta nessuna iniziativa afferente al referendum in quanto organizzata da un gruppo studentesco definito asseritamente “fascista”.
Preso atto dell’impossibilità di effettuare l’iniziativa programmata con la dovuta serenità, nonché di un riscontrato difetto delle relative comunicazioni alla governance dell’Ateneo, il movimento Azione Universitaria ha rinunciato allo svolgimento della stessa.
Alle ore 19:00 circa, però, alcuni studenti ugualmente presenti all’interno della facoltà per assistere all’evento di cui sopra, al fine di ascoltare le argomentazioni proposte dai sostenitori del “SI” al referendum costituzionale, per quanto riferito in sede di querela sarebbero stati bruscamente allontanati e portati all’esterno dell’Ateneo, accompagnati da urla e cori contro la presenza dei fascisti all’interno dell’Ateneo.
In questi frangenti, uno degli studenti allontanati, sarebbe stato spinto, percosso e forzatamente condotto all’esterno dell’Università, nonché addirittura raggiunto da un pugno al volto che gli ha causato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni dai medici del pronto soccorso.
All’esito dell’attività investigativa posta in essere dalla Digos, sono state deferite tredici persone la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per i reati di violenza privata, percosse e lesioni.
La Questura precisa che gli indagati risultano essere noti appartenenti al Collettivo Universitario Autonomo ad eccezione dell’uomo indicato quale autore delle lesioni, soggetto ampiamente noto per passata militanza in gruppi legati alla sinistra extraparlamentare.

Si procede in ambito di indagini preliminari con la presunzione di non colpevolezza degli indagati.