Parte domenica 29 marzo la stagione della pesca sportiva nei corsi d’acqua di montagna, in acque di categoria D che si concluderà in ottobre, mentre in pianura e collina è consentita tutto l’anno ma con regolamentazioni; complessivamente nel modenese l’attività coinvolge oltre settemila mila pescatori.
Le date, le regole, le attrezzature ammesse, la classificazione delle acque, i periodi e gli orari di pesca sono fissate nel calendario ittico, approvato dalla Regione, e disponibile sul sito:
In particolare si ricorda che che la licenza di pesca è stata sostituita dal versamento della tassa regionale e che la quota non è richiesta ai minori di 12 anni, se accompagnati da un adulto munito di regolare titolo, ai cittadini che abbiano compiuto il 65esimo anno di età, ai soggetti portatori di disabilità ai sensi della Legge n. 104/1992 e agli stranieri che partecipano a competizioni sportive.
Resta invece obbligatorio il possesso del tesserino per l’annotazione del pescato, con limite massimo di cinque capi giornalieri.
Sul sito istituzionale della Regione Emilia-Romagna, alla sezione Agricoltura, caccia e pesca, è disponibile il Programma Ittico Regionale con tutte le disposizioni aggiornate, tra cui si ricordano i principali divieti che sono l’utilizzo di ami con ardiglione, la pasturazione con sangue o sostanze contenenti sangue, l’utilizzo di esche a base di pesci vivi o morti, salvo pesce non vivo porzionato ove consentito, l’uso di reti o attrezzi diversi dalla canna da pesca o dalla lenza a mano.
Inoltre è vietata la pesca a meno di 40 metri da passaggi per la risalita dei pesci, griglie, opere idrauliche, dighe, cascate e sbarramenti, l’utilizzo di lenze a strappo e il divieto di pesca nelle zone di ripopolamento e frega, nelle zone di protezione integrale, nelle zone di protezione delle specie ittiche e nelle zone a regime speciale di pesca, secondo tempi e modalità stabiliti dai relativi atti istitutivi. Le violazioni comportano sanzioni amministrative da 80 euro a 2.500 euro, a seconda della norma violata, con il possibile sequestro delle attrezzature e del pescato.




