La UIL FPL di Modena esprime la propria ferma solidarietà all’infermiere barbaramente aggredito lo scorso martedì presso il Policlinico di Modena e a tutti i colleghi del Pronto Soccorso che si sono trovati, ancora una volta, a operare in un contesto di inaccettabile esposizione al rischio. L’episodio, che ha causato una prognosi di 21 giorni al professionista coinvolto, evidenzia una pressione ormai insostenibile che grava quotidianamente su chi garantisce la salute pubblica in prima linea.
Secondo il Segretario Nicola Maria Russo, è necessario guardare alle cause profonde di questa escalation di violenza, che vede il personale sanitario trasformato nel parafulmine di criticità sociali che non trovano risposta altrove. “Siamo di fronte a un sistema territoriale che non riesce più a filtrare le fragilità prima che queste esplodano in ospedale – afferma Russo -. Quando l’assenza di un supporto costante per chi vive ai margini, privo persino del medico di famiglia, costringe queste persone a gravitare esclusivamente sul Pronto Soccorso, la struttura sanitaria finisce per agire come un improprio ammortizzatore sociale, gestendo stati di alterazione e marginalità che dovrebbero essere presi in carico molto prima della soglia del triage”.
La UIL FPL sottolinea come la sicurezza degli operatori sia strettamente legata alle condizioni di lavoro. Spesso i professionisti si trovano a operare sotto organico, affrontando carichi di lavoro che rendono le attese dei pazienti inevitabilmente più lunghe e alimentano un clima di tensione diffusa. Pur consapevoli delle oggettive difficoltà nel reperire nuovo personale, è prioritario ragionare su come trattenere le professionalità esistenti, permettendo loro di lavorare senza la pressione costante di una corsa contro il tempo per arrivare a fine turno con l’angoscia di aver tralasciato qualcosa. Supportare gli operatori significa, prima di tutto, metterli in condizione di operare con serenità e con i tempi necessari per garantire un’assistenza di qualità.
“Dobbiamo trovare soluzioni adeguate affinché i nostri colleghi possano vivere la propria professione in completa sicurezza – continua il Segretario. – Oltre alla necessaria tutela legale e al supporto dell’Amministrazione, serve un investimento massiccio sulla rete sociale e territoriale per bonificare il terreno su cui nasce la violenza. Occorre valorizzare i gruppi di solidarietà e potenziare le strutture di assistenza affinché l’ospedale non sia più l’unico punto di riferimento per il disagio. La nostra battaglia sindacale prosegue per riportare la dignità e l’incolumità del personale al centro del sistema, perché solo un lavoratore sereno e protetto può garantire la migliore cura ai cittadini”.
(Nicola Maria Russo Segretario UIL FPL Modena)




