La seconda ed ultima interrogazione discussa nel Consiglio Comunale del 30 aprile era ancora a firma di Giuseppe Vandelli, Gruppo Misto, avente ad oggetto: “Moschea abusiva di Via Atene“.
“Premesso che – si legge nell’interrogazione – i locali di Via Atene 6, in cui è insediata l’associazione culturale islamica ‘AI-Huda’, non hanno una destinazione d’uso funzionale ad attività di culto; in data 27/10/2025 ho presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale, segnalando elementi che attesterebbero un uso improprio dei locali. Il giorno successivo ho protocollato una segnalazione formale via pec al Sindaco; in data 20/11/2025 è stato effettuato un sopralluogo alle ore 19:00. Dalla relazione del sopralluogo, oltre alla segnalazione di alcune difformità edilizie emerge quanto segue: [ … ] Nei locali si riscontrava inoltre la presenza di alcune persone oltre al legale rappresentante dell’associazione di cultura Al Huda. Il sopralluogo ha consentito inoltre di constatare, come da foto allegate, che parte dei soggetti presenti erano presumibilmente raccolti in preghiera. [ … ]”; tale segnalazione è riportata anche nella comunicazione di avvio del procedimento per abuso edilizio (Fascicolo Abuso 16/2025) nella lettera di ripristino dell’abuso edilizio datata 26/01/2026, il responsabile legale dell’associazione fa menzione dei seguenti interventi: Demolizione dell’arcata decorativa in cartongesso prospiciente l’ingresso; Demolizione di tutte le pareti mobili in alluminio presenti nel locale;
dalla relazione di sopralluogo del 4/02/2026 le irregolarità edilizia sopra constatate risultano effettivamente rimosse, ma è segnalato, con tanto di documentazione fotografica, che “i locali risultano arredati con materassini a terra e baldacchino”. Considerato che: stando agli atti sopra citati risulta che solo gli ordini di ripristino relativi alle difformità strutturali sono stati ottemperati, mentre pare che il locale sia ancora utilizzato come luogo di culto, in difformità con la sua destinazione urbanistica; in tali casi, qualora l’associazione non ottemperi all’ordinanza di ripristino, dopo gli opportuni riscontri documentali, è possibile procedere all’acquisizione dell’immobile quale sanzione ex lege per l’inottemperanza al provvedimento (rif. Art. 31 D.P.R. 380/2001). Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: per quali ragioni non sia stato ottemperato completamente l’ordine di ripristino; quali provvedimenti intenda adottare il Comune in merito”.
Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini.
“A seguito della comunicazione di avvio del procedimento per abuso edilizio (Fascicolo 16/2025), l’associazione “Al Huda” ha comunicato, in data 26/01/2026, la rimozione delle opere non autorizzate. La Polizia Locale in data 04/02/2026 ha accertato l’effettiva rimozione dell’arcata in cartongesso, delle pareti mobili in alluminio e del piano cottura. Sotto il profilo strettamente urbanistico-edilizio, le difformità oggetto del procedimento sanzionatorio risultano rimosse, portando alla conclusione del procedimento ex art. 16 bis L.R. 23/2004.
Per quanto riguarda la segnalazione circa la permanenza di arredi (materassini e baldacchino) comunico che l’Amministrazione Comunale intende mantenere attiva la vigilanza costante da parte degli uffici competenti e della Polizia Locale. L’obiettivo è garantire che l’utilizzo dell’immobile resti rigorosamente conforme alla destinazione urbanistica legittimata, intervenendo con nuovi provvedimenti qualora si riscontrassero violazioni persistenti relative al mutamento della destinazione d’uso in assenza di titoli autorizzativi”.




