Maurizio Gozzi è il nuovo presidente di Confcooperative Sanità Emilia Romagna. L’elezione è avvenuta al termine dell’assemblea regionale della Federazione svoltasi questa mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna, momento di confronto sui cambiamenti in atto e sulle prospettive future del sistema sanitario e sociosanitario. Gozzi succede al presidente uscente Euro Grassi.
Confcooperative Sanità Emilia Romagna è la Federazione regionale che riunisce le cooperative di medici, infermieri, farmacisti, operatori del settore sanitario e società di mutuo soccorso; rappresenta una realtà articolata che riunisce 34 realtà cooperative, con 35.544 soci e aderenti e oltre 1.000 occupati, per un valore complessivo della produzione pari a circa 72 milioni di euro. Durante l’ultimo quadriennio il numero degli occupati è cresciuto del 26%, a conferma di un sistema in espansione che contribuisce in modo significativo alla tenuta e allo sviluppo dei servizi sanitari e sociosanitari sul territorio regionale.
“Lo scenario sanitario è coinvolto in una trasformazione vorticosa, che richiede organizzazione e armonia tra i diversi livelli istituzionali – ha dichiarato Maurizio Gozzi –. In questo contesto c’è sempre più bisogno di una nuova pianificazione e, ancora prima, di una visione strategica complessiva capace di orientare il sistema”.
Reggiano, 51 anni, Maurizio Gozzi è amministratore delegato della cooperativa 3C Salute di Reggio Emilia. Gozzi, di formazione ingegneristica, opera da oltre vent’anni nel sistema della cooperazione sociale e sanitaria, dove ha maturato una solida esperienza nella progettazione, gestione e sviluppo di servizi sanitari e socio-assistenziali, con particolare attenzione a contesti di fragilità, tra cui salute mentale, ambito penitenziario e percorsi di reinserimento. Dal 2012, su incarico del Consorzio Oscar Romero, ha curato la progettazione e l’avvio di 3C Salute Società Cooperativa Sociale Impresa Sociale, di cui è AD fin dalla fondazione. Oggi la cooperativa gestisce poliambulatori con servizi medico-specialistici e odontoiatrici in tre sedi tra Reggio Emilia e Guastalla.
“Come cooperazione sanitaria possiamo giocare una specificità importante: quella di operatori che, pur nella pluralità delle esperienze, convergono verso l’interesse generale della comunità – ha aggiunto Gozzi –. Un impegno che richiede oggi ancora più capacità di dialogo, anche all’interno del sistema Confcooperative, per costruire risposte integrate ai bisogni delle persone”.
L’assemblea, dal titolo “Sostenere, pensare, curare la sanità. Cooperazione sanitaria elemento chiave”, è stata aperta dal saluto del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza e dell’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Massimo Fabi, intervenuto in videocollegamento. Dopo la relazione della presidenza, si è svolto un momento di dialogo con Anna Prenestini, professoressa associata di Economia aziendale e presidente del corso di laurea magistrale in Management delle aziende sanitarie e del settore salute dell’Università di Milano, e Mattia Altini, direttore generale dell’Azienda sanitaria di Modena.
“Quando parliamo di sostenibilità del sistema sanitario non possiamo limitarci alla dimensione economico-finanziaria: è necessario considerare anche la sostenibilità sociale, culturale e organizzativa, a partire dall’accessibilità ai servizi e dalla capacità di costruire connessioni tra professionisti e comunità – ha dichiarato l’assessore regionale Fabi –. Il cambiamento in atto è profondo e trova nel DM 77/2022 un riferimento importante, perché introduce un modello basato su stratificazione dei bisogni, presa in carico delle persone e integrazione tra sanitario e sociale. In questo percorso il contributo del mondo cooperativo è particolarmente rilevante, perché porta con sé valori come partecipazione, condivisione e orientamento al bene comune, fondamentali anche nella costruzione del nuovo piano sociale e sanitario regionale”.
Nel corso della mattinata è emersa la necessità di rafforzare il ruolo della cooperazione sanitaria all’interno dei processi di trasformazione del sistema, in un contesto segnato da cambiamenti profondi, dall’aumento dei bisogni e dalla necessità di garantire sostenibilità e accesso ai servizi, valorizzando sempre più l’integrazione tra ambito sanitario e sociale.
A concludere i lavori è stato il presidente nazionale di Confcooperative Sanità, Giuseppe Maria Milanese.



