
Da un lato, ci troviamo di fronte a graduatorie provinciali infinite, con centinaia di lavoratori precari che da anni garantiscono con dedizione l’apertura, la sorveglianza e l’amministrazione dei nostri istituti, in attesa di una giusta stabilizzazione.
Dall’altro, i quadri delle disponibilità e degli utilizzi mostrano un numero impressionante di posti vacanti che non vengono coperti con assunzioni in ruolo.
Invece di investire sulla scuola e dare continuità lavorativa al personale, si continua ad alimentare la precarietà. A rendere il quadro ancora più grave, per l’Emilia-Romagna è già prevista una riduzione di 112 posti di collaboratore scolastico per il prossimo anno, una scelta che rischia di compromettere ulteriormente il funzionamento delle istituzioni scolastiche e la qualità dei servizi garantiti a studenti e famiglie.
A questo preoccupante quadro regionale si sommano le pesanti ripercussioni locali dettate dai piani di dimensionamento. L’accorpamento degli istituti Pertini 1 e Pertini 2, previsto a partire dal 1° settembre 2026, sta creando non poche difficoltà all’Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Emilia nel trovare una soluzione che metta al riparo la continuità del servizio.
Il paradosso nel paradosso è evidente: a causa della fusione, il numero del personala Ata sarà ridotto di circa 10/11 unità, mentre i punti di erogazione e i plessi scolastici resteranno – per fortuna – esattamente gli stessi. Ci troveremo di fronte a un gigantesco “mega comprensivo” che dovrà gestire un’utenza di ben 1800/1900 alunni con un organico ridotto all’osso.
Il rischio concreto è quello di assistere, come ogni anno, all’autorizzazione tardiva di organico precario con contratti al 30 giugno solo per tamponare l’emergenza. Una scelta miope che non fa altro che aumentare la precarietà dei lavoratori e moltiplicare le difficoltà dei dirigenti e degli istituti nel garantire il funzionamento e la sicurezza quotidiana della scuola.
“È una situazione letteralmente insostenibile,” dichiara Luigi Fiorentino, Responsabile Provinciale della UIL Scuola di Reggio Emilia. “Non possiamo accettare che le nostre scuole vengano trattate come voci di spesa da tagliare. A Reggio Emilia abbiamo istituti che già oggi faticano a garantire la sorveglianza nei piani, l’assistenza agli alunni più fragili e l’igiene dei locali a causa di organici ridotti ai minimi termini. fronte di posti che risultano concretamente necessari, si continua invece a ridurre il personale, con una perdita prevista di 112 collaboratori scolastici in Emilia-Romagna e con ulteriori criticità legate a realtà complesse come il nuovo polo Pertini. È un affronto al diritto allo studio e alla dignità dei lavoratori che da anni affollano graduatorie infinite in attesa di un contratto stabile.”
La UIL Scuola di Reggio Emilia denuncia con forza questa deriva e chiede un cambio di rotta immediato. Ridurre il numero dei collaboratori scolastici significa mettere a rischio la sicurezza stessa degli edifici scolastici e minare la qualità del servizio offerto alle famiglie e agli studenti.
Chiediamo che tutti i posti effettivamente liberi e disponibili sul territorio reggiano vengano destinati alle assunzioni a tempo indeterminato, attingendo dalle graduatorie esistenti per porre fine alla piaga del precariato.
Chiediamo il ritiro immediato del piano di tagli previsto per i collaboratori scolastici per il prossimo anno.
Chiediamo soluzioni organiche e stabili per i complessi nati dagli accorpamenti, come il Pertini, affinché la riduzione delle autonomie non si traduca in un taglio lineare del personale a parità di plessi da vigilare.
La scuola reggiana ha bisogno di certezze e personale stabile, non di calcoli ragionieristici”.
(Il Responsabile provinciale Reggio Emilia, Luigi Fiorentino)




