
“La questione si intreccia direttamente con il futuro della Bretella Campogalliano-Sassuolo. Nonostante l’ennesimo recente annuncio di Cattoni – AD di Autobrennero Spa – i lavori non partono dato che I nodi economici e finanziari dell’opera restano irrisolti. Infatti, già nel 2020 AutoCS Spa, titolare della concessione per la realizzazione e la gestione della Campogalliano-Sassuolo, aveva chiesto la sospensione dei termini per l’avvio dei lavori e proposto più volte la revisione del Piano Economico Finanziario (PEF) della Bretella. Proposte mai accolte dal Ministero. L’ultima, presentata nell’agosto scorso, che prevede un aumento dei costi da 420 a 680 milioni di euro, è ancora all’esame del Ministero e senza la sua approvazione i lavori non possono partire.
Gli espropri e le bonifiche da ordigni bellici sono operazioni preliminari che non equivalgono all’avvio effettivo dei lavori.
Per costruire l’opera, dato che anche l’ultimo PEF si basa su flussi di traffico sovrastimati, AutoCS ha bisogno del supporto economico della controllante Autobrennero Spa, che può garantirlo solo col rinnovo della concessione dell’A22. Un rinnovo sempre più incerto dopo la bocciatura del diritto di prelazione previsto a favore di Autobrennero nel bando di gara. Anziché ritirare il bando, il Ministero ha deciso di proseguire la gara eliminando solo il diritto di prelazione. Una scelta che rischia di aprire nuovi contenziosi giudiziari da parte delle società che non avevano partecipato alla gara a causa del precedente meccanismo della prelazione.
Questa situazione di totale incertezza riguardo il rinnovo della concessione dell’A22, mettono in discussione anche la realizzazione della Bretella ma rappresenta un’occasione per ripensare complessivamente il sistema della mobilità e delle infrastrutture nell’area modenese-reggiana”.
Il Comitato aggiunge:“È necessario quindi avviare un confronto tra tutti i soggetti interessati per valutare le alternative alla Bretella che, come Comitato, abbiamo proposto in più occasioni: potenziare il trasporto ferroviario e l’intermodalità per le lunghe distanze così risolvendo i problemi di traffico del comprensorio ceramico.
Continuare a puntare su una nuova autostrada rischia di penalizzare ambiente, clima, qualità dell’aria, ma anche il nostro sistema produttivo, che incontrerà difficoltà sempre maggiori nell’accesso ai mercati europei.
Ignorare le politiche di riduzione del traffico pesante su gomma lungo l’asse del Brennero non è più possibile: il 30 maggio prossimo le popolazioni del Tirolo austriaco bloccheranno per 8 ore l’A22 per chiedere ulteriori limitazioni al traffico dei Tir; dal 2032, con l’entrata in funzione del nuovo tunnel ferroviario del Brennero, il traffico merci dovrà trasferirsi dall’autostrada alla ferrovia.
Trasporto su ferro e intermodalità sono il futuro. La Bretella il passato” . Conclude il Comitato No Bretella Si Mobilità Sostenibile.




