La Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha eseguito nella serata di ieri un’ordinanza cautelare di arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Modena. Il provvedimento riguarda un cittadino italiano trentenne, già noto alle autorità, gravemente indiziato di atti persecutori nei confronti di una donna di 37 anni, esercente la professione di avvocato. L’uomo è accusato di aver messo in atto, a partire da gennaio 2026, una serie di comportamenti consistenti in minacce e insulti telefonici rivolti alla donna che, in passato, aveva ricoperto il ruolo di suo legale di fiducia e lo aveva assistito ottenendo una sentenza assolutoria.

Nonostante ciò, l’indagato avrebbe reiterato tali condotte, inviando alla vittima numerose email e messaggi, anche tramite un profilo falso, caratterizzati da contenuti fortemente minatori e diffamatori. Inoltre, l‘uomo avrebbe indirizzato molteplici comunicazioni PEC alla donna, contenenti insinuazioni lesive sia della sua persona che della sua attività professionale. Questi messaggi sarebbero stati inviati anche ad altri soggetti, tra cui l’Ordine degli Avvocati, le Forze dell’Ordine e l’Autori Giudiziaria.

Le attività investigative condotte dalla Squadra Mobile hanno permesso di documentare il carattere persecutorio ed opprimente delle condotte dell’indagato. Tali atteggiamenti avrebbero generato nella vittima un profondo senso di insicurezza per la propria incolumità, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita. Alla luce di queste evidenze, il GIP ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’uomo. Durante l’esecuzione del provvedimento presso il domicilio del sospettato, con il supporto della Sezione per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, è stato inoltre dato corso a un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica. Tale operazione ha portato al sequestro di diversi dispositivi informatici utilizzati dall’indagato.