
Con l’emanazione dell’ordine di esecuzione della pena detentiva da parte dell’Ufficio Esecuzioni Penali il 14 settembre 2021, la misura è stata sospesa momentaneamente per consentire al condannato di richiedere un’alternativa alla detenzione. Nell’ottobre dello stesso anno, l’uomo ha formalizzato una richiesta al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, che ha accolto l’istanza e disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Tale regime è entrato ufficialmente in vigore il 2 ottobre 2024, a seguito della sottoscrizione degli obblighi previsti. Tuttavia, nel dicembre 2024, il percorso è stato temporaneamente interrotto con un provvedimento di sospensione, ratificato il 7 gennaio 2025 dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna. Nonostante ciò, il tribunale ha stabilito che la misura non fosse revocata, consentendone la ripresa dal 9 gennaio 2025. Tuttavia, la situazione è cambiata ulteriormente alla luce della trasmissione di nuovi atti relativi a una misura cautelare applicata per altri reati commessi tra il 26 maggio 2022 e il 18 dicembre 2025. Di conseguenza, il 12 maggio 2026, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha dichiarato decaduto il beneficio dell’affidamento in prova. Rimasti ancora da scontare i 6 mesi di reclusione originariamente inflitti, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Crotone ha emesso un ordine definitivo di carcerazione. Nel pomeriggio del 9 giugno, i Carabinieri della Stazione di Casalgrande hanno eseguito l’arresto dell’uomo, conducendolo in carcere per l’espiazione della pena.




