
Alla scopertura della targa erano presenti Mauro Bonaretti, direttore generale del Comune di Reggio Emilia, Stefano Dallari, presidente di Casa del Tibet di Votigno – Canossa, Valeria Montanari, consigliere provinciale, Antonio Zambonelli dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), Mario Guidetti, William Orlandini e Fausto Castagnetti per la Circoscrizione Ovest.
Importante la presenza di una delegazione di monaci tibetani provenienti dal monastero di Gaden Jantse (India) e di cui due monaci – Tashi Tsering Lama e Nawang Dhondup – vivono stabilmente nella Casa di Votigno.
Alla cerimonia hanno partecipato anche una delegazione di Catanzaro composta da Gigi Puccio, consigliere comunale di Triolo (Catanzaro) e Luigi Bevacqua, campione di montain bike, con il gruppo Biking for Peace gruppo sportivo della Casa del Tibet.
“Lhasa è stata la città dove sono avvenuti gli scontri nel 1959 e nel 2008 – ha detto Mauro Bonaretti dopo aver ringraziato la Circoscrizione per la proposta di solidarietà avanzata e subito accolta dall’Amministrazione comunale – Al popolo tibetano, che per più di trecento anni e per propria scelta non ha avuto un esercito, è stata negata la possibilità di vivere in libertà; il capo spirituale del popolo tibetano, il Dalai Lama, è costretto a vivere esiliato in India dal 1959; i profughi tibetani in India oggi sono più di 120 mila. L’intitolazione di questo viale, all’interno di un parco dedicato alle religioni, è il segno della vicinanza di Reggio al popolo tibetano la cui cultura ha anteposto da sempre i valori spirituali a quelli materiali. Un popolo pacifico, al quale è stata negata ogni espressione di libertà”.
“La vostra democrazia è una responsabilità per l’intero pianeta – hanno spiegato i rappresentanti del monastero di Gaden Jantse, uno dei più grandi dell’India, ospitati in questi giorni nella casa del Tibet di Votigno – Non ci è permesso di studiare la nostra lingua e di svolgere un ruolo religioso. La situazione odierna degenera sempre più e dietro l’apparenza ci sono solo vuoto e amarezza. L’Italia è una nazione libera e democratica e a noi tibetani tutto ciò ci è sempre stato negato. Il sostegno della città di Reggio è davvero importante”.




