
Lo scrigno in questione è la meravigliosa residenza estiva conosciuta da tutti in città come Palazzo Ducale, trasformato da castello di epoca medioevale in splendido esempio di barocco emiliano da Bartolomeo Avanzini per conto e volontà del duca d’Este.
Un’importante passo verso una nuova visione del Palazzo; cartolina ed insieme orgoglio della parte antica di una Sassuolo che vuole mostrarsi per quella che è stata in secoli passati, non solo per l’ammirazione dei passanti, ma anche e soprattutto per il rispetto che merita questa cittadina capace di inventarsi nel tempo capitale industriale.
I momenti che Sassuolo deve affrontare saranno difficili per le problematiche sociali ma determinanti per il suo futuro: emergenze lavorative, immigrati a cui dare risposte e regole chiare, infrastrutture e nuove politiche sociali, tutto lavoro importante per la nuova amministrazione. Anche in tempi difficili come questi la cultura ricopre un suo ruolo fondamentale.
Ci tiene la Città e ci tiene soprattutto questa amministrazione che la rappresenta. Ricordo personalmente lo sguardo pieno di orgoglio con il quale l’allora candidato al ballottaggio come primo cittadino Caselli, a passo spedito, si portava niente meno che il sindaco della capitale, l’uomo che governa una città che il mondo intero ammira, su per le scale e in giro per le sale splendidamente affrescate del nostro palazzo.
Se il ritratto del principe, pur passando in mezzo alle critiche e i malumori (peraltro comprensibili) di Modena, vedrà riaprirsi i portoni della sua splendida residenza, troverà un città felice ed onorata di accoglierlo. Per non parlare della professionalità, l’amore e la passione di chi dovrà custodirlo, ma non per questo rinchiuderlo.




