
“Prevedibile – sottolinea Confesercenti – il calo dei turisti che è stato strettamente legato allo contrazione generale dei consumi. Rispetto all’andamento delle presenze, gli operatori interpellati denunciano una flessione delle presenze nel 45% per cento dei casi, il 22% parla di stabilità. Non manca in ogni caso un 33% che evidenzia di avere registrato un lieve incremento, mediamente intorno al 10%. L’aumento nella maggior parte dei casi si è registrato in strutture che di recente hanno effettuato investimenti per migliorare l’offerta, investendo sull’area benessere e più in generale sul miglioramento del comfort.
Nessun aumento si registra in riferimento ai prezzi relativi al soggiorno: rispetto allo scorso anno sono rimasti invariati nell’88,8% dei casi e diminuiti in quelli rimanenti con sconti anche del 10%. Stabile se non in calo invece la durata del periodo di vacanza nell’88,8% degli operatori, mentre quelli che segnalano aumenti sono solo l’11%: il soggiorno della durata di una settimana continua ad essere preferito dal turista che sceglie l’Appennino. In netto calo le permanenze che vanno oltre la settimana o superiori ai 15 giorni, mentre aumenta il turismo mordi e fuggi che si concentra nei fine settimana.
L’afflusso turistico è per la maggior parte riconducibile all’Emilia – Romagna: con il 24,5% di provenienza modenese (in aumento rispetto gli anni passati), e il 30,47% da altre province limitrofe e non. Da fuori regione, a fare la parte del leone è la Toscana con il 42,6%, mentre bassa rimane ancora l’affluenza dall’estero: solo il 2,36%. Quanto alle prenotazione il mezzo più utilizzato rimane il telefono: se ne è servito il 66,66%, mentre si arresta al solo 33,3% (contro il 35,9% regionale) l’utilizzo di mezzi tecnologicamente più avanzati come internet.
Quello che in sintesi emerge però è la necessità di un rilancio delle politiche a favore del turismo in Appennino. Il territorio necessita di interventi infrastrutturali di rilievo, a partire dal miglioramento delle vie di accesso e in particolare con la Toscana; interventi di sostegno economico agli operatori del settore, azioni pubblicitarie più incisive e volte alla promozione turistica e maggiori iniziative a carattere sportivo o culturale orientate soprattutto verso un turismo di tipo giovanile. Un’offerta differenziata e convincente, capace di abbinare sport, cultura e gastronomia, potrebbe consentire al territorio l’ulteriore e auspicato rilancio in termini di qualità anche e soprattutto per quello che riguarda la stagione estiva”.



