
Per il trasporto delle sostanze i componenti il gruppo hanno sistematicamente utilizzato insospettabili corrieri italiani, gran parte dei quali arrestati sia sul territorio nazionale che all’estero in flagranza di reato, con contestuale sequestro di ingenti partite di eroina e cocaina purissime. L’operazione è stata la dettagliata applicazione di un piano strategico più generale approntato dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, finalizzato a contrastare l’operato, nelle province dell’Emilia Romagna e del nord del paese in genere, di quelle organizzazioni criminali di etnia straniera che da anni gestiscono in posizione di totale monopolio le attività illecite connesse al traffico delle sostanze stupefacenti ed ai reati a queste collegati.
Per le fasi di supporto informativo e logistico l’indagine è stata coordinata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, Settore Eroina, che ha garantito puntuale circolazione delle informazioni su tutti gli indagati (per evitare sovrapposizioni investigative con altri uffici di polizia giudiziaria del paese), supportando le attività della Squadra Mobile per le esigenze connesse sia agli spostamenti in Francia, Olanda, Germania e Tunisia degli indagati sia alla raccolta di elementi di reità per le attività compiute sul territorio degli stati esteri.
Ai vertici della banda di trafficanti e spacciatori, due tunisini quarantenni che vivevano a Modena e che gestivano, rispettivamente, uno la rete della cocaina (importata direttamente via aereo da Olanda e Francia), uno quello dell’eroina (che arriva invece via Germania dal Brennero, o in treno in auto). Sedici i provvedimenti cautelari eseguiti dalla Squadra Mobile di Modena – tra cui 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere, due provvedimenti di arresti domiciliari e uno di obbligo di dimora – tra Modena, Reggio Emilia, Bologna, Trento e Bolzano. In totale le indagini hanno portato all’arresto di altri 29 corrieri, e al sequestro di diversi chili di droga, tra eroina e cocaina. Nelle rete di trafficanti magrebini, compaiono in totale solo quattro italiani con ruoli marginali nel trasporto di limitate partite di droga: questo perche’ la rete di tunisini e marocchini – evento singolare nell’ambito delle attivita’ sul controllo della droga, dove i nordafricani di solito rivestono funzioni di manovalanza – si era resa completamente autonoma sia nella fase dell’approvvigionamento, che del trasporto che dello spaccio. Modena era lo snodo cruciale dal punto di vista logistico per l’intera attività.




