
Delbono poi ha risposto alle domande sulla vicenda giuduiziaria legata al cosiddetto Cinzia-gate. “Ho la coscienza a posto, non sono ricattabile” ribadendo di “non aver usato soldi pubblici per fini privati. Lo dimostrerò – ha sottolineato – non ho mai pagato con soldi pubblici. Ho ammesso solo un errore, in base a cui ero in vacanza e mi fu riconosciuta una diaria, per circa 480 euro”.
Riguardo alla relazione con la segretaria ed ex fidanzata Cinzia Cracchi, Delbono ha spiegato: “l’ho sempre aiutata. Le sue spese e i viaggi li pagavo io. Il bancomat era alimentato da me e dato dal mio amico imprenditore a lei perchè, per ragioni di riservatezza, preferivo non mettere nella borsa della signora un bancomat intestato a me”. Ma su possibili altri filoni dell’inchiesta legati proprio all’affidamento di appalti il sindaco ha precisato: “non mi sono occupato di appalti”.
“Cinzia non aveva nessuno status di privilegio rispetto agli altri nella mia segreteria”, ha poi spiegato il sindaco che riguardo all’intera vicenda che lo ha coinvolto sottolineando: “Ormai comincia a essere frequente una situazione in cui alcuni attacchi personali colpiscono esponenti del centrosinistra, veicolati da giornali o tv. Di lì il caso diventa giudiziario e ci si dimette. Poi ci si dimentica il capo di imputazione. Credo che su questo bisogna riflettere”. “Ora – ha concluso – tornerò a fare il professore universitario”.




