
Ci sono due coppie moderne, eleganti, civili. Così civili, posate ed intelligenti da decidere di regolare un affare delicato ed imbarazzate (il figlio di Annette ed Alain Reille ha colpito al viso con un bastone di bambù il piccolo Bruno, figlio di Véronique e Michel Houillé, sul palco interpretati dalla Bonaiuto e da Orlando) tra le mura di casa, con uno scambio di vedute tranquillo e pacato. E tuttavia, seppur da subito benevoli e concilianti, i quattro protagonisti prenderanno ben presto tutt’altra strada, mostrando l’orrore di quel quid di violenza repressa e frustrazione distruttiva che si nasconde dietro la facciata pulita e borghese di molti uomini di oggi. In bilico costante tra commedia e tragedia, si snoda una vicenda, ben rappresentata da quattro attori indovinatissimi nei rispettivi ruoli, che metterà tutti contro tutti, catalizzando l’attenzione degli spettatori verso un massacro finale in cui entrambe le coppie saranno vittime e carnefici, vergognosamente ignobili, istericamente subdole. Una dimostrazione efficace di come il senso civile, in questa nostra società così carente dal punto di vista valoriale ed umano, non sia che un miraggio lontanissimo. Reduce dai grandi successi ottenuti a Parigi nella messinscena curata dalla stessa autrice con l’interpretazione di Isabelle Huppert e a Londra con Ralph Fiennes.
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