
Il saldo tra iscrizioni e cessazioni dell’anno è di -794 imprese, derivante da 4.920 iscrizioni e 5.714 cessazioni. Depurando quest’ultimo valore dalle cessazioni d’ufficio emerge tuttavia che il saldo negativo del 2009 deriva soprattutto da una diminuzione delle imprese iscritte, che calano del -8,1%. Invece il temuto boom di imprese cessate a causa della crisi non si è verificato: si è a-vuto soltanto un aumento del 4,4%.
Considerando solamente le imprese attive, il saldo al 31/12/2009 è pari a -739 imprese, con un ca-lo del -1,1% rispetto al dicembre 2008.
Per ciò che riguarda la forma giuridica, si conferma il rafforzamento della struttura imprenditoriale della provincia, con un incremento dello 0,8% delle società di capitali, a fronte di una diminuzione del -2,1% delle società di persone e del -1,6% delle ditte individuali. Si registra inoltre un incre-mento delle ‘altre forme giuridiche’ (+3,3%) dovuto soprattutto alle cooperative.
Riguardo ai settori di attività, i servizi sembra risentano meno della crisi in atto, infatti il numero delle imprese rimane pressoché costante rispetto al 2008 con un incremento dello 0,2%; le costru-zioni sono invece in calo del -2,8% così come il settore manifatturiero (-2,8%).
L’agricoltura mostrava già da diversi anni un calo delle imprese attive che quest’anno si conferma con un -1,7%.
Più nel dettaglio, i settori manifatturieri che mostrano le maggiori diminuzioni sono la ceramica (-7,5%), il tessile abbigliamento (-3,5%) e la metalmeccanica (-3,4%). Soltanto il settore agroali-mentare rimane stabile, con un lieve incremento dello 0,5%.
All’interno dei servizi, l’unico settore che mostra un calo sensibile è quello dei trasporti (-3,4%). Il commercio ed i pubblici esercizi sono pressoché stabili, così come le imprese creditizie e immobi-liari, mentre sono in aumento le attività informatiche (+4,2%).



