
Nell’ambito delle indagini sono stati esaminati oltre 3000 pagamenti e monitorate le posizioni di centinaia di persone che, a vario titolo, hanno avuto contatti con i responsabili della truffa. Parte delle somme illecitamente percepite sono state inviate in Pakistan. Le indagini, tuttora in corso, hanno consentito di segnalare all’autorità giudiziaria capitolina complessivamente otto persone, quasi tutte originarie del Bangladesh, per reati quali l’associazione a delinquere finalizzata al furto d’identità e alla clonazione di carte di credito.




