
“Ergastolo bianco” è un espressione che usano i ricoverati per evocare un ergastolo ufficialmente non dichiarato, un ergastolo che non esiste nero su bianco, ma che nella realtà si perpetua giorno dopo giorno nella detenzione senza orizzonti del manicomio.
I punti di contatto tra il testo di Beckett e l’Ospedale psichiatrico giudiziario sono diversi: il cambiamento non avviene, il tempo non scorre, domina la dimensione dell’attesa. Diversi sono i temi di Aspettando Godot che paioni ricalcati con precisione sulla vita del ricoverato: l’essere legati, le impiccagioni per sfuggire all’attesa, il pentimento, le voci…
Al centro dell’attenzione e della scena dunque, i personaggi e i dialoghi dell’O.p.g. e ai due lati l’accompagnamento di Beckett con il suo Godot in un dialogo continuo, in un gioco in cui lo spettatore è chiamato continuamente a cercare di capire dove finisce Godot e dove comincia l’O.p.g.


