
Alle ore 18.30 inaugurerà al Musa – Museo dell’Assurdo “Anniottanta”, la nuova sezione che ospiterà la collezione di Betta Frigieri con opere di Gianantonio Abate, Ale Guzzetti, Dino Innocente, Marco Lodola,Plumcake e Umberto Postal. <Il ritorno delle avanguardie tipico degli anni Ottanta, – spiega Luca Panaro – favorisce anche in Italia la nascita di fenomeni artistici neo-oggettuali. Fra questi si afferma a metà del decennio un movimento che si fregia di una sigla di recupero e di rilancio, venendo intitolato dal gallerista Inga Pin e dal critico d’arte Renato Barilli come Nuovo Futurismo. La collezione Betta Frigieri ci offre oggi l’opportunità di rileggere a distanza di 25 anni le opere di alcuni artisti nati da questa esperienza. I giovani che in quell’epoca si distinguevano per una matrice neo-Pop facevano riferimento più che altro alla seconda fase del Futurismo, quella più incline all’ornamento, alle icone rituali, alla banale meraviglia della merce quotidiana. Da questi presupposti prendono vita i gadgets monumentali del trio noto sotto la sigla di Plumcake, le figure danzanti di Marco Lodola, le macchine colorate di Gianantonio Abate, le sculture modulari di Innocente, le immagini computerizzate di Umberto Postal. Fra le opere esposte anche gli assemblamenti plastici di Ale Guzzetti>. Contestualmente presso lo Spazio espositivo Pake sarà poi protagonista l’artista Rita Vitali Rosati con “Immagini, tracce di performance, foto digitali” a cura di Luca Panaro. L’operazione condotta con ammirevole coraggio da Rita Vitali Rosati consiste nell’emergere dal magma informe della comunicazione, giocando ad armi pari con il linguaggio della pubblicità. L’artista, come un virus infettivo, si riproduce all’interno delle cellule in cui vive, manifestandosi bruscamente per gridare la propria esistenza nel mondo dell’arte. Rita abbatte le mura della sua personale clausura, comparendo a sorpresa sulle pagine di note riviste d’arte, mediante enigmatiche immagini che la vedono protagonista di azioni o travestimenti. Il linguaggio utilizzato è quello dell’inserzione pubblicitaria (doppia pagina con fotografia al vivo, accompagnata da un breve ma incisivo titolo). Il lavoro che ottiene, invece, non è una pubblicità in senso classico, è un’opera d’arte a tutti gli effetti, spesso “esposta” fra le pareti virtuali di una rivista anziché fra quelle reali di un museo. Per certi versi la potremmo definire una pubblicità del quotidiano, dove la vita dell’artista è messa al bando. Alle ore 19.15 presso l’Enoteca Regionale in centro storico dj set e aperitivo con musica degli anni 80.
Info: Comune di Castelvetro di Modena – Piazza Roma, 5 – Ufficio cultura: 059 758836 059 758818, mail.


