
Piccoli incendi, di origine dolosa, ai danni di mezzi di trasporto, di macchine da lavoro, di pubblici esercizi, sino ai nove colpi di pistola esplosi contro il portone di un capannone: fatti difficili da decifrare, dietro i quali possono celarsi episodi di vandalismo, o fenomeni ancora più gravi che potrebbero essere riconducibili appunto alla criminalità organizzata, come peraltro ricordato in più occasioni dal procuratore capo Vito Zincani e dal sostituto procuratore Lucia Musti.
Per questa ragione Confesercenti, ancora una volta, rileva quanto sia importante l’azione di contrasto della criminalità a tutti i livelli per respingerne il radicamento nel nostro territorio, monitorando anche quegli episodi che, analizzati singolarmente, possono far pensare a fatti marginali, quasi fisiologici.
“La guardia deve essere decisamente alta e la creazione di un pool specializzato finalizzato alla valutazione di ogni segnale, anche il più lieve, che sia riconducibile a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata va nella direzione giusta. Negli ultimi mesi le brillanti operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, se da un lato hanno confermato che la provincia di Modena non è esente dalla presenza della camorra, dall’altro hanno fatto chiaramente capire che c’è una reazione mirata ed efficace, grazie anche ad una capacità investigativa che si è progressivamente affinata”, afferma il presidente di Confesercenti Modena, Massimo Silingardi.
“Sono convinto – conclude Silingardi – che anche le associazioni imprenditoriali debbano essere tra i protagonisti della cosiddetta ‘sicurezza partecipata’. La conoscenza e il forte radicamento sul territorio, così come i contatti quotidiani con centinaia d’imprenditori rappresentano un patrimonio importante da mettere a disposizione della comunità per cercare di isolare e quindi debellare sul nascere tutti quei fenomeni riconducibili alla criminalità organizzata”.




