
Il segretario fimmino aggiunge poi che una legge di iniziativa popolare sulla democrazia nei luoghi di lavoro rappresenta un rischio che la Fiom sembra non aver considerato, ovvero la delega al Parlamento di una regolamentazione su una materia prettamente sindacale che dovrebbe, invece, essere discussa dai soggetti interessati. «Non è saggio rivolgersi a soggetti terzi e lasciare che siano loro a decidere per noi sulle nostre regole – dice Mattiello – Non sarebbe utile né al sindacato né ai lavoratori metalmeccanici».
Per quanto riguarda le forze politiche che, a detta della Cgil, appoggiano l’iniziativa Fiom, Mattiello si dichiara meravigliato e deluso che esse abbiano preso posizione senza nemmeno aver sentito il parere della Fim. «Spero che in futuro, magari già da domani, i dirigenti del Pd e di altri partiti siano disponibili a un confronto serio anche con noi. La Fim-Cisl – conclude il suo segretario provinciale – è a disposizione per avviare subito qualsiasi riflessione con tutte le forze politiche e sociali che lo vorranno».




