
“In questo modo – aggiunge Ghizzoni – il ministro dimostra il totale disinteresse per la proposta della sua collega di partito, Valentina Aprea, ed un appiattimento sulle pretese della Lega da sempre disponibile a graduatorie in cui la residenza del docente e la sua presunta omogeneità culturale con il territorio siano i criteri fondamentali per il reclutamento. Si tratta di una scelta profondamente sbagliata perché il principio territoriale non può prevalere su quello del merito. Fa inoltre disperare che nell’epoca della globalizzazione e nell’Europa che sancisce la libera circolazione delle persone si dica che ‘oltre alle mogli e ai buoi anche i docenti debbano essere dei paesi tuoi’. E a nulla serve invocare la sacrosanta questione della stabilità e della continuità didattica per dare dignità a questo nuovo intervento. Anzi – sottolinea la deputata democratica – ci viene il sospetto che nessuno abbia informato il ministro che i rigidissimi tagli di risorse e personale che lei stessa ha imposto alla scuola pubblica sono la causa principale della precarizzazione dell’insegnamento e della discontinuità didattica. Aspettiamo quindi il ministro in parlamento per confrontare i suoi slogan con le nostre proposte”.




