
“Il mio auspicio è che a livello nazionale vi possa essere un impegno più forte per i diritti e la dignità di queste persone che non scelgono, ma sono costrette a chiedere protezione in luoghi lontani dal proprio Paese. Nonostante la vergognosa pratica dei respingimenti verso la Libia stia continuando, finché persisteranno le cause di fondo che costringono queste persone a partire, ogni tentativo di non vedere equivarrà solo a un rinvio del problema”. Così l’assessore regionale alle Politiche sociali e di integrazione per l’immigrazione Teresa Marzocchi commenta la ricorrenza di domenica 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato. “Occorre ripensare il sistema dell’accoglienza – aggiunge l’assessore – e ridefinire meglio le competenze fra Stato, Regioni, enti locali”.
In Italia non esiste una legge organica sul diritto di asilo, nonostante l’articolo 10 della Costituzione lo preveda espressamente. L’Emilia-Romagna è l’unica Regione ad aver adottato, insieme agli enti locali, ai sindacati e a diverse realtà del terzo settore, un protocollo d’intesa per assicurare ai rifugiati una rete di accoglienza armonica e integrata. Dal protocollo è nato nel 2005 il progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo” che ha l’obiettivo di ampliare e supportare la rete regionale di accoglienza, realizzare un monitoraggio annuale, coordinare le attività di sensibilizzazione sul territorio e organizzare corsi di formazione per gli operatori di enti locali, forze dell’ordine e terzo settore. “L’impegno della Regione in quest’ambito continuerà – aggiunge l’assessore – con il coordinamento diretto della rete di 40 partner riuniti nel progetto ‘Emilia-Romagna terra d’asilo’. E’ necessario essere consapevoli che la presenza dei rifugiati sul nostro territorio è un dato strutturale e bisogna continuare a diffondere una cultura dell’asilo per non sprecare quanto di buono è stato fatto finora, grazie all’impegno di enti locali e terzo settore”.




