
Lor signori – ha subito rincarato Aimi – anzichè avventurarsi in dichiarazioni quantomeno bizzarre e improvvide, dovrebbero tentare, se ne sono capaci, di concentrarsi piuttosto sulla trave conficcata nei loro occhi. Peraltro, senza andare nemmeno troppo lontano e facendo semplice esercizio di memoria vien da domandarsi da quale pulpito proviene la predica? Non accettiamo infatti reprimende da chi, ad esempio, in Emilia Romagna, investe denaro pubblico per finanziare “eventi di grandissima portata e caratura” quali la festa del letame o la fiera del cicciolo. Oppure stanzia fondi per creare una cooperativa di donne che offra servizi ambientali e di pulizie a Recife o ne destina altri ad una scuola di Belo Horizonte, in Brasile. Senza dimenticare i soldi stanziati per acquistare e mantenere un branco di dromedari da latte nel Saharawi, in pieno deserto algerino o ancora i soldi spesi per corsi di arabo agli arabi.
Vien da chiedersi se di questi finanziamenti i tre “companéros” sono egualmente indignati? I componenti di questa nuova triade di fustigatori dei costumi, potrebbero invece dare una sbirciatina anche alla città di Modena, sempre pronta ad ospitare sermoni in salsa rivoluzionaria: grazie a politiche dissennate di accoglienza portate avanti dai loro cuginetti, la città, dopo essere andata a medaglia su scala nazionale per presenza di clandestini, sta correndo a tutto gas verso la conquista di un nuovo primato: quello della invivibilità e dell’insicurezza. Per non parlare poi degli aiuti a pioggia destinati agli stranieri o al pagamento delle bollette ai nomadi.
E questi sarebbero soldi pubblici spesi bene? Ciò detto – ha infine dichiarato il Presidente vicario del PDL modenese – ritengo che, prima di incamminarsi in certe disamine, i tre pistoleri farebbero bene a riflettere sulla portata ridicola di alcune dichiarazioni che certificano il fatto che nelle loro fondine trovano ospitalità solo pistole ad acqua”.


