
“Da tempo la Regione Emilia-Romagna è impegnata a sostenere il vostro popolo: il nostro aiuto non vi verrà mai a mancare – ha assicurato l’assessore Bortolazzi, durante l’incontro con i bimbi e gli accompagnatori – . Faremo in modo, finché sarete costretti a vivere nel deserto, nei campi profughi, che abbiate condizioni di vita almeno sopportabili”.
La maggior parte dei bambini, che rientreranno a breve a casa, hanno trascorso un primo periodo con famiglie di Reggio Emilia, Albinea e altri comuni del reggiano, seguiti dall’associazione Jaima Saharawi, per poi trasferirsi nel bolognese, accompagnati dall’associazione El Ouali. Altri bimbi sono stati ospitati a Parma e a Modena.
Sono stati al mare, in piscina, hanno fatto gite e visite; si sono divertiti e hanno giocato con coetanei italiani e, per circa un mese e mezzo, hanno sperimentato un’alimentazione basata su cibi freschi, difficilmente reperibili nelle tendopoli dove si trova prevalentemente cibo in scatola inviato con gli aiuti umanitari.
“Mi auguro di venirvi a trovare presto – ha concluso l’assessore Bortolazzi – per incontrarvi nuovamente e verificare bisogni e necessità, così da articolare il nostro intervento nel modo più utile possibile”.


