
Partendo da questo presupposto Marchini propone di aprire un tavolo di confronto per cambiare la normativa regionale sulla somministrazione in caso di eventi e sagre, limitando il periodo di ristorazione completa a circa un terzo della durata, per la festa del PD a 10 gironi anziché i 30 previsti, restando comunque sempre attiva la ristorazione “primaria” quella classica da eventi, con ticket da 10 euro, come quella proposta dal decano dei volontari. Questo – continua Marchini – differenzierebbe l’offerta ristorativa e soprattutto la caratterizzerebbe in occasioni di eventi specifici, magari con l’intervento a tema di vari ristoratori del territorio che si alternerebbero nella presentazione di piatti e specialità, affiancando alla ristorazione primaria una di qualità.
Questa proposta, conclude Marchini, potrebbe essere un primo passo affinché gli eventi e le manifestazioni, come anche la Festa del PD, possano davvero costituire un reale valore aggiunto per l’economia modenese mediante una differenziazione ed integrazione dell’offerta ristorativa della città, consentendo a tutti gli esercizi di espletare la propria funzione , senza lasciare ombre e sospetti di concorrenza sleale, permettendo a Modena di acquisire anche nel campo turistico una sua attrattiva”.



