In campo di automobili, l’Italia non scherza. Rispetto al resto d’Europa detiene infatti un gran numero di primati, anche se non tutti positivi.
Innanzitutto, il primato che salta subito all’occhio riguarda il numero di auto in circolazione: l’Italia detiene il più alto numero di auto rispetto al resto d’Europa, con 59 vetture ogni cento abitanti. Questo significa che sulle nostre strade circolano ben 36 milioni di auto, un numero elevato se si confrontano con i chilometri delle nostre strade e, soprattutto, con la loro anzianità.
Un altro primato ce lo rivela Istat e riguarda il numero di figli in Italia: nel 2009 il numero medio di figli per donna è stimato a 1,41 (in calo rispetto al 2008), che ci porta tra gli ultimi posti in Europa in quanto a natalità. Il decremento si registra in tutta Italia, in particolare nelle regioni del Centro (-3,3%) e del Sud (-1,5%), mentre più contenuto risulta il Nord-ovest, con -0,3%.
Figli che, quando viaggiano in auto, sono purtroppo poco tutelati, secondo una ricerca commissionata dal Centro Studi e Documentazione Direct Line, anche a Bologna. I dati raccolti dalla compagnia di assicurazione auto on line ci rivelano infatti che molti genitori bolognesi rispettano le norme di sicurezza per il trasporto dei propri bambini in auto solo in casi eccezionali. Viene evidenziato che il 24,8% si preoccupa di allacciare la cintura di sicurezza dei figli solo in caso di maltempo (rispetto al 17% della media nazionale), il 4,3% solo se c’è molto traffico e un alto 28,6% solo se a bordo dell’auto viaggiano altri bambini.
Il 40,6% dei bolognesi dichiara di permettere ogni tanto ai figli di giocare o muoversi, spostandosi da un sedile all’altro, durante il viaggio in auto e il 73% ammette di farlo sedere sul sedile anteriore del passeggero mentre lo accompagna a scuola.
“L’educazione e la sicurezza stradale sono strettamente legate tra loro; la conoscenza dell’una diventa garanzia dell’altra” commenta Barbara Panzeri, direttore marketing Direct Line. “Purtroppo in Italia vige ancora molta disinformazione in materia di sicurezza, che porta inevitabilmente a sottovalutare i rischi che si corrono in auto vecchie o poco equipaggiate. C’è ancora molta strada da percorrere, ma anche grazie alle nuove norme che regolano il codice della strada, il nostro paese sta andando nella giusta direzione”.




