Il “Piano Straordinario contro le mafie” è entrato in vigore il 7 settembre 2010 con la legge n.136/2010. “Il provvedimento – è l’opinione del direttore generale di Legacoop Reggio Emilia, Francesco Malpeli – era atteso da diverso tempo ed ha finalità certamente positive in relazione alla lotta alla criminalità organizzata. Per Legacoop la lotta al crimine organizzato e all’illegalità è sempre stato un quotidiano dovere civico che deve impegnare le istituzioni e la società civile, la magistratura, le forze dell’ordine, le forze politiche e sociali, le imprese e le loro associazioni”.
La strada indicata dalla legge, con l’articolo 3, è precisa: per prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti di opere e servizi, viene introdotta la tracciabilità dei flussi finanziari attinenti le diverse operazioni di appalto, subappalto e finanziamento pubblico.
Per Legacoop appare chiaro come la finalità del provvedimento risponda ad un bisogno emergente di legalità nel sistema degli appalti. “Tuttavia – spiegano gli esperti di Legacoop che si sono messi al lavoro per interpretare la legge – una prima lettura delle norme che vi sono contenute apre più domande e diversi dubbi interpretativi”.
La prima perplessità riguarda l’efficacia temporale della norma in relazione ai contratti in corso alla data di entrata in vigore della norma, e cioè il 7 settembre 2010. Va ricordato anche che la legge è uscita in agosto, in un periodo in cui normalmente le aziende sono chiuse.
Altro dubbio riguarda l’istituzione di conti correnti bancari/postali dedicati alla rilevazione delle transazioni relative agli appalti. In relazione a ciò, Legacoop ritiene che siano necessari chiarimenti derivanti dalla complessità della gestione delle opere, aspetto questo forse in parte sottovalutato nella sinteticità del disposto normativo.
E infine la nuova procedura di assegnazione del CUP (Codice Unico di Progetto) comporta un’attivazione degli enti pubblici. Ad oggi ogni ente appaltatore risulta destinatario di obblighi in temporanea assenza di linee guida, come del resto le imprese esecutrici.
“In sostanza – è l’opinione di Legacoop – noi vogliamo essere in prima linea nella lotta alle mafie e all’illegalità: riteniamo che la nuova legge, per essere pienamente efficace come noi auspichiamo, abbia bisogno di chiare e precise istruzioni ministeriali, in assenza delle quali il progetto di repressione delle infiltrazioni mafiose difficilmente potrà raggiungere i risultati attesi. L’incertezza applicativa non aiuta certo le imprese e gli enti pubblici”.
“Considerata la delicatezza del problema e anche l’importanza delle imprese reggiane interessate alla nuova normativa – conclude il direttore generale Francesco Malpeli – siamo in stretto contatto con Legacoop nazionale e le sue articolazioni settoriali che si sono già attivate con il Ministero degli Interni e l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per arrivare ai chiarimenti necessari per la più efficace applicazione della legge”.



