Tutto il paese di Cadelbosco, dai semplici cittadini alle tantissime associazioni presenti sul territorio, si è mobilitato per organizzare una miriade di eventi in occasione della Fiera del Fojonco a cui quest’anno si sono aggiunte le celebrazioni del 150° anniversario del Comune.
Le vie del centro, animate già dal mattino dai mercati, da manifestazioni sportive e di beneficenza, da esposizioni di radio, moto e auto d’epoca, hanno fatto da cornice alle iniziative istituzionali per celebrare il “compleanno” del Comune, che per l’occasione, grazie al contributo di Renzo Canepari e di Roberto De Pietri, ha recuperato una rarissima raccolta di fotografie e di documenti antichi e li ha esposti sapientemente lungo i corridoi della casa municipale, diventata per un giorno museo storico di Cadelbosco.
Le celebrazioni sono continuate in mattinata presso il nuovo teatro comunale che ha ospitato una cerimonia a cui hanno partecipato il sindaco Silvana Cavalchi, il consigliere Guido Ligabue in rappresentanza della Provincia e l’on. Pierluigi Castagnetti. Sul palco anche gli ex sindaci del Comune, Giancarlo Chiesi, in carica dal 1976 al 1993, e Lorenzo Giberti, in carica dal 1993 al 2004.
Tante le autorità presenti in sala, tra cui i sindaci dei Comuni vicini, Paola Casali di Bagnolo in Piano e Simone Montermini di Castelnovo di Sotto, in rappresentanza dell’Unione “Terra di Mezzo”, Loris Marconi per la locale “Asp Opus Civium”, e moltissimi ex consiglieri comunali che hanno contribuito nelle scorse legislature al governo del Comune e ai quali è andato il ringraziamento dell’Amministrazione.
La storia del Comune di Cadelbosco, nato ufficialmente il 12 marzo 1860 con l’insediamento di 20 consiglieri, è stata ricordata brevemente dal sindaco Cavalchi insieme alla storica tradizione della fiera di settembre, svolta per la prima volta il 22 settembre 1919, da cui la scelta di festeggiare in un’unica occasione i due straordinari eventi.
Il percorso di crescita e di evoluzione del paese e del territorio, le principali scelte amministrative e la memoria delle tante persone che hanno segnato la storia del Comune – tra cui per tutti l’ex sindaco partigiano Giuseppe Carretti, il cui valore è stato di esempio ben oltre i confini comunali, e l’ex vice sindaco Aimo Dallari, a cui è stato recentemente titolato il nuovo campo da calcio comunale – sono stati ricordati nel corso di brevi saluti anche dagli ex sindaci Chiesi e Giberti che hanno amministrato il Comune dal 1976 al 2004, anno in cui è stata eletta sindaco Silvana Cavalchi, oggi al suo secondo mandato.
Un’acuta riflessione sulla funzione istituzionale del Comune, unita a una lucida analisi della situazione attuale di questi enti, è stata oggetto dell’intervento dell’on. Pierluigi Castagnetti, vicepresidente vicario della Camera dei Deputati nella XV legislatura e dal 2008 presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati.
L’on. Castagnetti ha ricordato il valore della Costituzione italiana, sottolineando le affinità e la relazione esistente tra l’art. 2, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, e l’art. 5, che riconosce e promuove le autonomie locali, quest’ultime costituite dalle stesse persone alle quali lo Stato deve costituzionalmente riconoscere i diritti citati dall’art. 2.
Ha quindi sferrato un colpo deciso contro le attuali politiche del Governo colpevole di “tagliare le risorse ai Comuni mettendoli nelle condizioni di impedire il legittimo godimento da parte dei cittadini dei loro diritti fondamentali”. I riferimenti alla Scuola “ormai degradata” e alla Sanità “impoverita da continui tagli” gli esempi principali di malgoverno citati dall’on. Castagnetti, che ha rimarcato come “il Comune sia il motore della qualità della vita dei cittadini” e di quanto i sindaci oggi “stiano pagando il caro prezzo dell’inadeguatezza di questo Governo”.
Un appello ha concluso l’intervento dell’on. Castagnetti che ha invitato i cittadini a difendere i propri diritti e ad uscire dalla condizione di “letargia morale” per cominciare a reagire, ad indignarsi per queste ingiustizie e ricostruire quel senso di identità comunitaria, sulla base dei valori propri della Liberazione, necessario al Paese per ripartire”.

