Si terrà a Bologna dal 24 al 26 settembre la più importante mostra di antiquariato librario italiana negli splendidi locali di Palazzo Re Enzo e del Podestà in concomitanza con la settima edizione di Artelibro Festival del libro d’arte. Un evento di grande interesse per un pubblico trasversale, promosso all’ILAB (International League of Antiquarian Booksellers) e organizzato dall’ALAI (Associazione Librai ntiquari d’Italia), che torna in Italia dopo 24 anni di assenza.

In questa occasione, la casa editrice Allemandi presenterà venerdì 24 settembre alle ore 16 presso la Sala del Capitano di Palazzo Re Enzo in piazza Maggiore, i due volumi fotografici di Paolo Simonazzi dal titolo “Mondo Piccolo. Fotografie di Paolo Simonazzi” e di Bruno Cattani dal titolo “Memorie” pubblicati in occasione delle due mostre fotografiche tenutesi a Reggio Emilia quest’anno.

È il “Mondo piccolo” di Giovannino Guareschi, quella piccola porzione della Bassa padana che ha ispirato i libri su Peppone e Don Camillo, a essere protagonista delle fotografie di Paolo Simonazzi che sono state esposte a maggio-giugno di quest’anno prima al Museo di Brescello e poi al Museo di Fontanelle (Roccabianca, Parma) in collaborazione con Palazzo Magnani. L’esposizione, organizzata nell’ambito di Fotografia Europea 2010, curata da Sandro Parmiggiani e Gloria Bianchino ha presentato 100 immagini a colori dell’artista reggiano documentando un percorso di ricerca, iniziato tre anni fa, sulle realtà segrete della Bassa parmense, reggiana e mantovana. Scrive Sandro Parmiggiani in catalogo: “Mondo piccolo, fa esplicito riferimento al peculiare universo umano e sociale creato da Giovannino Guareschi nell’immediato dopoguerra, con l’epica saga dei suoi due indimenticabili protagonisti, il parroco Don Camillo e il sindaco comunista Peppone. I libri di Guareschi, e i film che ne furono tratti (…), hanno universalmente diffuso la conoscenza di quelle due figure, dei paesaggi e delle atmosfere della fetta di terra che si snoda lungo le rive emiliane e lombarde del Po, in particolare nelle province contigue di Parma, Reggio Emilia e Mantova. Simonazzi s’accosta al “mondo piccolo”, vi si immerge portandosi dentro memorie personali, sogni e visioni, e resta in attesa del manifestarsi di un aspetto del reale che lui ha custodito dentro di sé, attento al perenne che si cela nel quotidiano, che viene estratto dal flusso della vita e del tempo, a ciò che persiste e resiste, accanto a qualche lacerto del moderno, come le migliaia di indiani che vivono qui da anni… con le strade che si distendono nella pianura, o che improvvisamente svoltano verso una meta che sbuca tra gli alberi, lungo la riva del fiume, con le rotaie della ferrovia stese sui sassi, che fendono sicure, senza esitazioni, la campagna, nell’attesa di approdare in una qualche minuscola stazione. Tutto respira silenzio: le campagne, i canali e il Po, i pioppeti, i cimiteri sotto la neve, le piazze addormentate nella notte, che sarebbero piaciute a De Chirico, i volti e i corpi di chi abita questa terra, i lacerti della sua tradizione musicale e della sua cultura materiale, luoghi abbandonati e cose che hanno fatto naufragio dentro lo scorrere del tempo, memorie e bagliori di una vita che è difficile capire se ancora sia in atto o se già si sia inabissata e spenta. Il viaggio di Simonazzi pare, alternativamente, lo specchio del volto autentico della Bassa e una tutta sua Carte du Tendre – la mappa di una terra in cui, come voleva Guareschi, ci sia ancora spazio per i sentimenti dei semplici –. Insomma, il “mondo piccolo” irrimediabilmente potrebbe, nella sostanza se non nell’apparenza, essere un “mondo perduto”.

La mostra “Memorie” di Bruno Cattani, curata da Sandro Parmiggiani, Francesca Baboni e Stefano Taddei, organizzata dal Comune di Correggio, dalla Provincia di Reggio Emilia e da Palazzo Magnani nell’ambito della V edizione di Fotografia Europea si è tenuta lo scorso aprile-maggio nelle sale espositive di Palazzo dei Principi di Correggio e presentava 100 fotografie che documentano un percorso di ricerca iniziato cinque anni fa ed incentrato sul tema della memoria. Scrive Sandro Parmiggiani nel testo in catalogo: “Bruno Cattani ha dato l’impegnativo titolo di «Memorie» a questa ricerca fotografica, avviata alcuni anni fa con la ricognizione su alcuni scorci della sua città natale, Reggio Emilia, e poi proseguita e sviluppata in altri rivoli: ecco scorrere davanti a noi frammenti di vedute della città e della campagna, del mare e della montagna, immagini del tempo dorato dell’infanzia e di luoghi abbandonati. Il mondo pare, spesso, essere visto attraverso una sorta di filtro che opacizza l’immagine, la rende insieme meno nitida e più penetrante, dentro un’aria di crepuscolo e di caligine, pervasa di un sentimento dolente e struggente del tempo: quel filtro sono gli occhiali della memoria, con cui guardiamo qualcosa che fa affiorare in noi un certo ricordo lontano, magari al limite tra ciò che è conscio e ciò che resta nell’inconscio o alla metà del transito. Paiono, molte di queste immagini di Cattani, la visione che un esiliato potrebbe avere della propria patria, evocazioni che vengono da lontano, richiamate da un «altrove» in cui forse, un tempo, abbiamo abitato. Ci sono, in esse, il tono elegiaco di qualcosa che è perduto e che non può ritornare, il colore della memoria, il sentimento lancinante della lontananza; alla fine, comunque, queste immagini esprimono un senso di dolente felicità e pacificazione, come se, finalmente, fossero l’approdo alla verità ultima della vita. Si respira, in molte di queste fotografie, la consapevolezza che Georges Braque aveva nel tempo maturato: «La sola cosa che ci rimane è quella che ci tolgono, ed è la cosa migliore che possediamo»”.