
Alcune trattative tra la proprietà, privata, e vari enti pubblici andate a vuoto, sono poi sfociate in quella che sembrava la proposta meno accreditata lanciata da Guido Ferrarini e dal suo Teatro Aperto.”Una boutade era stata definita da alcuni”, si è lamentato Ferrarini, che si è concretizzata in un calendario di 23 proposte per 45 giornate di apertura, fino alla fine di maggio.
Per rendere possibile questa mini stagione la proprietà del teatro ha rinunciato al canone d’affitto (circa 280.000 euro all’anno che nelle precedenti trattative non aveva mai voluto ritoccare) e assieme alla compagnia di Ferrarini si accolla le spese di gestione, comprese quelle per l’assunzione, fino a fine stagione, delle maschere.
”E’ chiaro – ha aggiunto Ferrarini – che senza alcun contributo per il futuro saremo col culo per terra. Non ce la possiamo fare”.
Sicuro che il tempo gli darà ragione, ha annunciato che per l’apertura della prossima stagione ci potrebbero essere una quindicina di serate, niente meno che con Dario Fo.



