
I socialisti, per indole e cultura, assolutamente libertari e difensori delle prerogative di ogni singolo individuo (donna o uomo che sia) non possono non stigmatizzare con forza l’idea padronale e “machista” che pensa di usare e comprare gli altri, e segnatamente le donne, mescolando in modo improprio ed abnorme quanto è pubblico e quanto è privato, quanto attiene alla sfera, condivisibile o meno, delle propria facoltà private, e quanto invece deborda da questa sfera privata invadendo le istituzioni assegnando ruoli, promuovendo comportamenti e creando modelli in cui di dignitoso c’è meno che poco. Di tutto questo i socialisti ritengono sia responsabile un modo di concepire la politica da parte del Presidente del Consiglio che non può essere accettata e di alcune donne, minoranza delle minoranze, che in modo spregiudicato approfittano del clima debosciato di questa fine della cosiddetta “Seconda Repubblica” per ottenere favori, privilegi e benefici rinunciando alla propria dignità di donna.
Poiché in questo caso come in tanti altri non è giusto che di tutta l’erba si faccia un fascio riteniamo giusto e necessario alzare forte e chiara la voce perché il ruolo della donna nella nostra società non venga sminuito e degradato alla faccia dei diritti di emancipazione femminile frutto di decenni di battaglie e di giuste rivendicazioni portate avanti dalla maggioranza delle donne che hanno adoperato la loro vita, la loro cultura e il loro cervello per promuovere un ruolo paritario della donna nella nostra società.
Per questo le compagne ed i compagni socialisti saranno in piazza con quanti ritengono che tutto questo non può passare sotto silenzio.
(Segreteria Provinciale PSI di Modena)



