
Più grave la situazione di una ditta tessile di Medolla che aveva impiegato “in nero” 3 lavoratori su un totale di 3 dipendenti cinopopolari, uno dei quali clandestino ed accompagnato presso la Questura di Modena per la successiva espulsione. Inoltre, durante i controlli sono stati rintracciati altri due cinesi che dormivano in una stanza trasformata in dormitorio e tratti in arresto poichè a loro carico pendevano decreto e ordine di espulsione, emessi da Prefetto e Questore di Prato nel giugno 2010. La titolare dell’azienda è stata denunciata per favoreggiamento di clandestini e sfruttamento manodopera clandestina. Naturalmente la ditta è stata sospesa con una multa di 8.000 euro.
Le societò colpite dovranno regolarizzare la loro posizione, assumendo gli irregolari (tranne ovviamente quelli clandestini) pagando una ulteriore contravvenzione di 1.500 euro entro le ore 12 del giorno lavorativo successivo a quello di adozione del provvedimento di sospensione. Se non ottempereranno, l’attività lavorativa sarà effettivamente sospesa fino alla data di regolarizzazione.
Dall’inizio dell’anno sono stati eseguiti già 1 arresto, 4 aziende sospese e 15 lavoratori in nero scoperti, mentre nel corso del 2010, la compagnia di Carpi, con servizi finalizzati al contrasto delle assunzioni irregolari (finalizzate all’abbattimento dei costi e quindi alla violazione dei principi basilari della concorrenza leale) ha sospeso 35 attività imprenditoriali e commerciali, accertate oltre cento assunzioni irregolari, arrestate 12 persone per inottemperanza ad ordini di espulsione e denunciati 20 clandestini. Le sanzioni amministrative ammontano a un totale di circa 200.000 euro.




