
“Se dovessimo rilevare delle variazioni – fa sapere – lo comunicheremo immediatamente all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a Roma e alla Regione Emilia Romagna, che adotteranno i provvedimenti necessari”.
Quel che e’ certo, chiarisce Fabbri, e’ che “la situazione e’ molto diversa da Chernobyl, per via della distanza e della quantita’ inferiore di radiazioni rilasciate”. Insomma, “non c’e’ iodio in aria in questo momento”, dunque “non ha nemmeno senso – precisa Fabbri – che si assumano comportamenti diversi” per esempio rispetto al cibo.




