Le nuove modalità di comunicazione attraverso la rete allargano gli orizzonti anche della comunicazione pubblica e modificano profondamente le relazioni tra istituzioni e cittadini. Non è dunque un caso che la crescita di social network come Facebook abbia portato molti enti a sperimentare linee di azione e comunicazione finora inesplorate.
Per capire quanto siano diffusi questi nuovi strumenti di comunicazione nei Comuni e condividere buone pratiche in questi ambiti, l’unità di ricerca Opera del Dipartimento di Comunicazione ed economia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, insieme al Comune di Reggio Emilia, ha condotto una ricerca su oltre 200 Comuni italiani con oltre 15.000 abitanti.
I risultati dell’indagine saranno presentati domani, martedì 12 aprile, a partire dalle ore 10.30 nell’aula Magna Manodori (viale Allegri 9) in occasione di un convegno pubblico in cui si confronteranno rappresentanti di diversi Comuni: oltre a Reggio Emilia, che ha promosso la ricerca, porteranno la loro esperienza rappresentanti dei Comuni di Modena, Venezia e Monterotondo- Roma. L’incontro sarà aperto da Annachiara Scapolan, ricercatrice dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Seguirà una tavola rotonda con Enzo Bon del Comune di Venezia, Edwin Ferrari di Coop Consumatori Nord-Est, Claudio Forghieri del Comune di Modena, Nicoletta Levi del Comune di Reggio Emilia e Alessandro Tirabassi del Comune di Monterotondo, Roma. Modera Fabrizio Montanari, docente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
La ricerca – condotta tramite la somministrazione di un questionario on-line – ha sondato il grado di diffusione e di adozione degli strumenti web 2.0 (Facebook, Twitter, Youtube, blog, ecc.) e approfondito le modalità e le finalità con cui questi strumenti vengono utilizzati da parte dei Comuni per gestire sia le relazioni di partecipazione attiva con i cittadini che i processi interni di scambio e condivisione delle informazioni.
La ricerca “Comuni 2.0” è finalizzata a indagare l’utilizzo da parte dei Comuni italiani dei social media come strumenti innovativi di trasformazione dei processi di comunicazione e delle relative implicazioni in termini organizzativi. In particolare, l’obiettivo dello studio è stato quello di mappare, con riferimento ai social media, il grado di alfabetizzazione dei Comuni italiani e i tipi di nuovi media da essi utilizzati. In secondo luogo, lo scopo dell’indagine era quello di analizzare il processo di investimento in social media, per esaminarne l’intensità, le finalità e i soggetti influenzatori. Un altro obiettivo dell’analisi era comprendere l’utilizzo concreto dei social media da parte dei Comuni per valutarne l’impatto in termini di e-government. Infine, la ricerca ha voluto investigare le modalità di gestione dei social media, l’impatto di questi strumenti sull’organizzazione interna del comune ed eventuali ostacoli nell’investimento in questo tipo di strumenti.
I dati raccolti, ben rappresentano le diverse realtà comunali italiane poiché, tra coloro che hanno risposto al questionario, il 53% sono comuni del Nord Italia, il 34% del Centro, il 20% del Sud e il 18% delle Isole. Dai dati è emerso che, negli ultimi tre anni, il 45% dei Comuni che hanno partecipato all’indagine hanno investito in social media.
“Gli strumenti nei quali si è investito più diffusamente – afferma il prof. Fabrizio Montanari docente dell’Ateneo di Modena e Reggio – sono risultati, nell’ordine, Facebook, YouTube, GoogleMap, Blog, Twitter. I Comuni che hanno investito di più in social media sono stati quelli che negli ultimi tre anni hanno anche investito maggiormente nell’organizzazione di corsi di alfabetizzazione informatica per i cittadini. I Comuni italiani dichiarano di aver investito in social media innanzitutto per aumentare le interazioni con cittadini e raggiungere meglio la popolazione più giovane, più abituata ad utilizzare questi mezzi. I Comuni che utilizzano questi strumenti lo fanno anche per migliorare la tempestività delle comunicazioni con i cittadini e, non ultimo, per ridurre i costi della comunicazione”.
L’investimento nei social media ha comportato in molti Comuni dei significativi cambiamenti interni, soprattutto sul fronte dell’organizzazione del lavoro delle persone e della formazione necessaria. I dati raccolti sulle scelte di investimento che i Comuni intendono effettuare nei prossimi tre anni evidenzia la continuità degli investimenti futuri rispetto al passato.
La ricerca è stata condotta da Opera, unità di ricerca del centro di ricerca GIUnO – Dipartimento di Comunicazione e economia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, specializzata nello studio sia degli aspetti organizzativi e manageriali peculiari delle industrie creative, sia dei processi creativi e innovativi nelle organizzazioni che operano nei settori più tradizionali, con particolare attenzione per i social media.



