
Un atto dovuto da parte del MIUR nei confronti dell’Emilia-Romagna che ha subito tagli consistenti agli organici sul prossimo anno (881 docenti in meno, di cui 123 in meno solo a Modena) a fronte di un aumento di 7.500 studenti (di cui quasi un migliaio nella nostra provincia). Certamente l’aumento di studenti più consistente fra tutte le regioni italiane.
I tagli alle cattedre nel modenese sul prossimo anno sono così suddivisi: meno 70 posti alla scuola superiore, meno 42 alla scuola media, meno 11 alle elementari e nessuna nuova sezione di scuola dell’infanzia autorizzata a fronte di 252 bambini in lista di attesa sulla provincia di Modena.
Le 200 cattedre in più nelle scuole dell’Emilia-Romagna sono comunque un numero ancora insufficiente a rispondere alla richieste delle famiglie di maggiore tempo scuola e di migliore offerta formativa, per rispondere alle quali -secondo stime della Flc/Cgil – si dovrebbe procedere ad un aumento di quasi mille unità di personale docente.
La Flc/Cgil giudica l’assegnazione delle nuove cattedre un primo passo verso l’implementazione degli organici, un aumento che è stato certamente il frutto della forte mobilitazione della Cgil culminata con lo sciopero generale il 6 maggio scorso, sia dell’intervento degli Enti locali, Regione, Provincia e Comuni.
Chi giudicava la mobilitazione della Cgil un’azione inutile e controproducente, deve ora ricredersi. La Flc/Cgil continuerà a mobilitarsi per aumentare ulteriormente i posti in organico sia del personale docente che di quello Ata, per la salvaguardia del diritto al lavoro stabile dei docenti e degli Ata precari, che sono stati i primi ad essere penalizzati e licenziati a seguito dei tagli ministeriali.
Il Governo di centrodestra rimane l’unico in Europa che in un periodo di crisi ha tagliato su scuola, università e ricerca e che investe nei settori della conoscenza la più bassa percentuale del Pil fra i paesi europei.
(Stefano Colombini, segretario sindacato Flc/Cgil Modena)



