Il permesso per invalidi intestato alla madre della disabile collaboratrice esterna del Bologna Calcio, non risulterebbe essere stato emesso regolarmente e potrebbe essere falso perchè, al momento, non si ha traccia delle pratiche relative al suo rilascio: questa un’ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti nell’inchiesta sulle irregolarità relative all’utilizzo dei pass auto per disabili che permettono di circolare nelle zone interdette al traffico del centro di Bologna. Al contrassegno H della donna sono risultate associate dieci targhe tra cui quelle di alcuni giocatori rossoblu. Gli investigatori hanno poi rilevato che la maggior parte delle targhe associate al pass sospetto sono state inserite dal dipendente della ‘Coopertone’ (la cooperativa che gestisce per conto di Atc il rilascio dei permessi) già indagato per corruzione per la ‘vendita’, secondo l’accusa, di due finti pass ad altrettanti cittadini automobilisti e iscritto anche per falso materiale nel filone relativo al rilascio dei permessi temporanei per la sosta ad alcuni calciatori del Bologna.

La madre dell’invalida, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, fu vittima di un incidente stradale nel 2007 e poichè riportò conseguenze permanenti sembrava trovare giustificazione la titolarità di un permesso H. Successivi e più approfonditi accertamenti effettuati nel corso delle indagini hanno però portato a ipotizzare che quel contrassegno non fosse stato rilasciato in modo regolare. La pratica relativa all’emissione del permesso non è stata trovata nè risulta alcuna documentazione negli archivi della Asl relativa alla visita medica che avrebbe dovuto fare la signora per attestare la sua invalidità nelle pratiche di emissione del pass.

Intanto continua anche il fronte del’inchiesta sulle presunte irregolarità legate al rilascio dei contrassegni provvisori per il parcheggio (i cosiddetti T7) ad alcuni calciatori rossoblu. Alla moglie del capitano Marco Di Vaio furono assegnati, nel tempo, dieci permessi temporanei cosiddetti T7 (della durata di tre mesi ciascuno). A quattro di questi è abbinata, come prevede la legge, la richiesta di residenza temporanea e dunque sono regolari. Sono in corso accertamenti sugli altri sei per verificare eventuali anomalie.