Sono 3275 i bambini che frequenteranno i nidi d’infanzia bolognesi secondo la prima graduatoria elaborata dal Comune il 28 giugno scorso, per l’anno educativo 2011-2012. Complessivamente le domande presentate sono state 4222, di cui 1465 conferme e 2755 nuove iscrizioni. Delle nuove domande di iscrizione, solo 1792 hanno trovato risposta, i bambini attualmente in lista d’attesa sono invece 965. Il dato è dunque più basso rispetto a quello della prima graduatoria dello scorso anno educativo (23 giugno 2010), quando si contavano 1056 bambini in lista d’attesa.
Rispetto allo scorso anno educativo, nonostante a giugno 2011 ci siano state più domande di accesso al nido d’infanzia, il numero dei bambini in lista d’attesa dunque è diminuito. Questo è stato possibile anche grazie alla riapertura delle iscrizioni ai nidi Vestri e Roselle. L’adeguamento del Comune alla normativa regionale sui requisiti strutturali ed organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia del gennaio 2005, che prevede un’evoluzione del rapporto educatori/bambini da 1/6 a 1/7 per quanto riguarda la fascia medi e grandi, e da 1/4 a 1/5 per quanto riguarda lattanti e piccoli, ha inoltre consentito in alcune strutture cittadine di accogliere un numero di bambini maggiore. L’offerta di posti nido si è anche arricchita grazie alla nuova struttura della Regione Emilia-Romagna e a quella del Giovanni XXIII.
Complessivamente il numero dei posti in città è aumentato passando dai 3185 dello scorso anno educativo ai 3275 del 2011/2012. La stima della popolazione bolognese in età 0-2 anni è di 9089 unità (nel 2010/2011 era di 9033 unità). Il rapporto tra posti offerti e domande presentate è del 78% (nel 2010/2011 era del 76%). Il rapporto tra posti e popolazione in età 0-2 anni è invece 36,03%.
“Nonostante i bimbi in lista d’attesa siano in numero inferiore allo scorso anno, il fenomeno ha dimensioni ancora troppo elevate per un’amministrazione comunale che ritiene il nido un servizio educativo, che dovrebbe essere quindi garantito a chiunque ne faccia richiesta”, spiega l’assessore comunale alla Scuola, Marilena Pillati. “Nonostante il rapporto tra posti nido e popolazione in età 0-2 anni sia superiore a quanto indicato dagli obiettivi di Lisbona, dobbiamo impegnarci per garantire ad ogni bambina e bambino della città un servizio educativo di qualità. Serve per questo una riflessione ampia non solo per affrontare l’emergenza, ma per dare una prospettiva al sistema integrato dei servizi educativi”, aggiunge Pillati.

